GIOVANNI BELLINI

Giovanni, nato a Venezia, fu allievo e collaboratore del padre Jacopo, pittore tardogotico. Il cognato Mantegna lo avvicinò ai principi umanistici, ma fondamentale fu il suo incontro con la pittura di Piero della Francesca che lo portò ad acquisire le rigorose regole prospettiche armonizzate però da una luce più calda e morbida. Attraverso il graduale succedersi dai colori caldi a quelli freddi, egli riuscì a rappresentare il senso della distanza creando la prospettiva cromatica. Tale innovazione sarà alla base della pittura tonale dei veneti.

Giovanni Bellini
Trittico dei Frari, 1488
Olio su tavola, tavola centrale 184 x 179 cm
tavole laterali 115 x 46 cm
Venezia, basilica dei Frari.

L’opera presenta la tradizionale scansione del trittico, ma, come nella Pala di San Zeno, l’ambientazione è unificata dalla prospettiva e soprattutto dalla luce dorata e soffusa che inonda i personaggi. L’architettura diviene protagonista mettendo in stretta relazione la cornice con lo spazio dipinto.