Cosa cambia?
- Gli intellettuali riscoprono la letteratura latina - Humanae litterae, da cui il termine Umanesimo, alla quale
attribuiscono la capacità di formare l’essere umano.
- La concezione del tempo. Se per l’uomo medievale i ritmi della vita erano scanditi dalla natura e dalla Chiesa,
per l’uomo del rinascimento sono scanditi dagli affari. Dalla fine del Trecento si cominciano ad usare gli orologi meccanici.
- Il ruolo dell’uomo che, padrone del proprio tempo e del proprio destino, si pone al centro del mondo consapevole
del suo ruolo nella storia.
- La concezione di ricchezza e povertà. Se nel Medioevo il povero, a immagine di Cristo, doveva essere aiutato e
protetto, dal Quattrocento è ritenuto un ozioso da isolare. La virtù si misura ora in termini di ricchezza e successo.
- La concezione della realtà. L’artista, teso a rappresentare la realtà, osserva empiricamente il mondo alla ricerca
di regole universali. Brunelleschi scopre la prospettiva scientifica che, basandosi su leggi matematiche, costituisce uno
strumento tecnico per studiare la realtà.
- La concezione dello spazio che diventa unitario sia nelle rappresentazioni teatrali che in quelle
pittoriche. Se l’arte gotica conduce l’occhio da un particolare all’altro senza saziarlo mai,
l’arte rinascimentale lo obbliga a cogliere simultaneamente l’insieme.
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Jacopo Dondi
Torre dell'Orologio, 1344
Rifacimento quattrocentesco
Padova, Palazzo del Capitanio.
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