Barocco – “irrazionale e bizzarro”

Il linguaggio barocco, in contrapposizione alla “razionalità” rinascimentale, esalta i “sentimenti” l’immaginazione.

  • Rottura dell’equilibrio classico;
  • forme ellittiche;
  • linee curve;
  • plastici e dinamici movimenti di masse e di luce;
  • affascinanti effetti prospettici e scenografici.

Francesco Borromini
San Carlo alle Quattro Fontane, 1665-67
Roma.

Cupola e pianta.

Molteplici direttrici spaziali caratterizzano l’interno degli edifici, creando un senso di dinamismo.
Lo spazio risulta fluido, continuo, avvolgente.

Francesco Borromini
Disegno della pianta di Sant’Ivo alla Sapienza dall’ Opus Architectonicum.

Francesco Borromini
Cupola di Sant'Ivo alla Sapienza.

Francesco Borromini
Sant’Ivo alla Sapienza, 1642-62
Roma.

San Pietro è il monumento cristiano per eccellenza e il progetto di Gian Lorenzo Bernini per la sistemazione della piazza ne esalta il valore: l’enorme porticato di forma ellittica esprime simbolicamente le braccia della Chiesa protese ad accogliere i fedeli.
L’apertura di via della Conciliazione, avvenuta tra il 1936 e il 1950, ha distorto la concezione originaria dell’intervento: da nessun punto di vista si doveva vedere tutto l’edificio.
«Esso non si presentava come un organismo chiuso ma come una successione e variazione continua di prospettive e di aperture spaziali. Come ogni spettacolo, aveva i suoi tempi di sviluppo. È fatto per il visitatore che lo percorre, si aggira. Ogni nuova prospettiva si coordina a quelle vedute, prepara le prossime. L’ammirazione diventa un gioco di memoria e d’immaginazione da potersi dire infine che la basilica vaticana, così come la presenta il Bernini, è più da immaginare che da vedere». (Argan 1991, p. 308)

Gian Lorenzo Bernini
Piazza San Pietro, 1657-65
Città del Vaticano.

Scorcio del colonnato.

Gli artisti, facendo uso dello scorcio e della prospettiva illusionistica, sfondarono gli spazi verso l’infinito creando effetti spettacolari atti a coinvolgere l’osservatore in un’esperienza sensoriale, emotiva.
Persuasione e fascinazione furono i segni principali del linguaggio barocco.

Certamente affascinante è l’intervento di Andrea Pozzo nella chiesa di Sant’Ignazio dove dipinge, su una tela incollata a un tavolato orizzontale, una finta cupola collocata sul soffitto, e creata prospetticamente per essere vista da una posizione decentrata. Cambiando punto di vista l’immagine si deforma e perde la sua connotazione illusionistica.

Andrea Pozzo
Finta cupola, 1685
Roma, Sant’Ignazio.


Pietro da Cortona
Trionfo della Divina Provvidenza, 1633-39
Roma, Palazzo Barberini.

    

Pietro Ricchi e Antonio Torri
Soffitto di Sant’Alvise, nel corso del ‘600
Venezia.

Durante il Seicento, la pittura venne attraversata dalle ombre e dalle luci diagonali di Caravaggio le cui figure emergono dallo sfondo scuro con una forza espressiva mai vista prima.

Caravaggio
Santa Caterina d’Alessandria, 1597
Madrid, Museo Thyssen Bomemisza.

                 

Caravaggio
Narciso, 1599
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica, Palazzo Corsini.