Leonardo urbanista e architetto

Nel Rinascimento, assai utile per la progettazione di opere di ingegneria militare, era il rilevo del territorio e la rappresentazione delle città: Leonardo eseguì piante di numerose città italiane e, tra queste nel 1502, la città di Imola per il duca Valentino.

«Nella mappa, uno splendido disegno eseguito a colori, si individuano con estrema precisione il nucleo urbano, i singoli quartieri, le opere di fortificazione, le porte. Leonardo fissò tutti i particolari fisici come se si trattasse di un’immagine fotografica: le case sono rosa, le piazze giallo scuro, le strade bianche, i fossati azzurri.
La mappa è inscritta in una circonferenza in cui sono indicati gli assi e le diagonali» (Arduino 1999).

Mappa di Imola, 1502
Windsor, Royal Library
RL 12284.


Nasce un concetto nuovo di città, pianificata secondo un disegno razionale - pensiero totalmente sconosciuto nel Medioevo - e in tale contesto si inserisce la città ideale immaginata e disegnata da Leonardo. «Una città su due livelli a differente destinazione funzionale: uno inferiore (alla quota del piano terreno degli edifici) con strade per il trasporto di merci e la circolazione delle persone; uno superiore (alla quota del primo piano) con strade perpendicolari alle precedenti, adibite al passeggio e a tutte quelle attività umane proprie dei «gentili omini». Dei canali, che corrono sotto le strade del livello più alto, sono collegati al fossato che circonda la città e ai fiumi e hanno la funzione di ricevere le acque piovane e di portar via le lordure dell’abitato. Il disegno del f. 16 r del Ms. B mostra appunto un edificio della città con un porticato sullo stesso piano delle strade inferiori e una terrazza-cortile che lo sovrasta. L’arco a sinistra permette sia di superare le strade del livello basso, sia di accedere ai canali. La sezione del f. 36 r fa vedere ancor meglio un canale sotterraneo (a sinistra) in comunicazione, tramite una serie di aperture, con le cantine (a destra) di un edificio di tre piani dotato di un porticato e di un loggiato che si apre sulla terrazza di copertura. […] Nelle intenzioni di Leonardo un’organizzazione urbana del tipo di quella da lui prospettata avrebbe portato ordine e creato salubrità» (Cricco, Di Teodoro 1996).

Schizzo prospettico di edificio e di strade su due livelli, 1490 ca.
Parigi, Institut de France
Ms. B, f. 16r, particolare.

Schizzo di una sezione prospettica di un edificio e di una strada con sottostante canale, 1490 ca.
Parigi, Institut de France
Ms. B, f. 36r, particolare.

Plastico della città ideale ricostruito dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano.

«La ricerca di forme geometriche perfette [cerchio/quadrato: rappresentazione e sinonimo del cosmo] e di rapporti proporzionali nel corpo umano genera progetti architettonici che tentano di imitare quelle forme e quei rapporti. […] I disegni di chiese a pianta centrale di Leonardo nascono dalla combinazione e trasmutazione di cerchi e quadrati, le figure base del corpo umano» (Laurenza 2006).

Chiesa a pianta centrale, 1487-1490
Parigi, Institut de France
Ms. B, f. 95r.

   

Sari e Mariani
Modello di chiesa a pianta centrale da Leonardo
Firenze, Istituto e Museo di Storia della Scienza.

Il disegno del f. 25 v del Ms. B presenta due chiese accompagnate dalle rispettive piante, e due schemi di piante in basso. «L’edificio in alto, un’addizione continua di forme che dilatano la struttura, è costituito da un corpo centrale a pianta ottagonale sormontato da una cupola e affiancato da otto cappelle circolari a loro volta circondate da molte absidiole […]. L’edificio sottostante si basa sul quadrato con ottagono inscritto, circondato da elementi a pianta ottagonale disposti in corrispondenza dei quattro vertici e da altri semicircolari lungo i quattro lati. Dei due schemi di piante nella parte inferiore del foglio, l’uno riprende quello della chiesa in alto, variandolo leggermente; l’altro, invece, dispone attorno a un poligono di 14 lati vani alternativamente quadrati e semicircolari» (Cricco, Di Teodoro 1996).

Chiese a pianta centrale, 1484-1488 ca.
Parigi, Institut de France
Ms. B, f. 25v.

Controversa è la datazione della veduta prospettica di una chiesa, disegnata sul verso del foglio veneziano n. 238, ipotizzabile intorno al 1513-15. «Nello sfondo dell’incompiuto San Girolamo della Pinacoteca Vaticana compare una chiesa che riproduce specularmente, con poche varianti, il disegno veneziano. Per quanto riguarda quest’ultimo la riflettografia ad infrarosso ha rivelato come Leonardo abbia tracciato velocemente, a punta di piombo, solo la facciata della chiesa […] in un secondo momento, ad inchiostro, l’artista ha completato la facciata, e, aggiungendo un fianco dell’edificio, ha trasformato il prospetto in un’assonometria» (Nepi Sciré 1994).

Veduta prospettica di una chiesa, (verso)
Venezia, Gallerie dell’Accademia, Gabinetto dei disegni e delle stampe
n. 238, particolare.

particolare.

San Girolamo penitente, 1480-1482 ca.
Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana.

Leonardo e l’architettura contemporanea

Dagli studi di stereometria di Leonardo «s’arriva addirittura ad una realizzazione architettonica di questi ultimi tempi, una presenza cosmica in piena Manhattan a New York concepita dall’architetto James Stewart Polshek: la grandiosa sfera dell’Hayden planetarium inserita, come nei diagrammi di Leonardo, nel cubo del suo involucro di vetro. […]

Studi di stereometria, 1510-15
Parigi, Institut de France
Ms. G, 61v.

                     

James Stewart Polshek
The Hayden planetarium, 2000
New York City, Manhattan.

[…] In anni prossimi al 1510, Leonardo concepisce l’idea di un sistema di struttura che può essere predisposta nei suoi elementi modulari, sul terreno, per poi alzarla a cupola mediante la pressione simultanea da ogni punto del suo perimetro, così da coprire un ampio spazio all’aperto. […] Dall’idea del poliedro già codificata con le illustrazioni al De divina proportione di Luca Pacioli, nel 1498, dove il traliccio è impiegato per simulare graficamente la trasparenza del cristallo, Leonardo può ora passare alla struttura geometrica portante destinata a involucro di uno spazio che potrebbe essere anche sferico. […]

Studi di coperture lignee componibili, 1508-10
Milano, Biblioteca Ambrosiana
CA 328v-a, particolare.


Studi di stereometria, 1510-15
Parigi, Institut de France
Ms. G, 66v-67r, particolare.

[…] Singolare struttura di rapido allestimento, questa, finalizzata a necessità militari è del tutto simile a quella che nel 1957 veniva riproposta dall’architetto americano Buckminster Fuller ispirandosi proprio a Leonardo […]. La cupola geodesica di Fuller è stata davvero adottata da musei e parchi in tutto il mondo. Quella del parco dell’Epcot di Disney a Orlando in Florida, del 1982, è quasi una sfera completa, un’idea il cui germe si può rintracciare nei disegni di Leonardo di cinque secoli fa» (Pedretti 2006, pp. 41, 44).

Buckminster Fuller
Studio di cupola geodesica, 1957
Los Angeles, Fondazione Pedretti.

Buckminster Fuller
“Geosphere” (Spaceship Earth), 1982
Parco dell’Epcot di Walt Disney a Orlando, Florida (U.S.A.).