Le ombre dell'anima
Johann Heinrich Füssli
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Charles Baudelaire, I fiori del maleIl tramonto romanticoBello il sole che sorge, e fresco lancia
Ricordo: ho visto tutto, fiore, solco, sorgente,
Ma inseguo invano il Dio che si ritira;
oscilla nelle tenebre un odore di tomba,
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«La poesia “Il tramonto romantico” esprime un forte contrasto tra la luce del sole che sorge, dando felicità alle persone, e il momento in cui tramonta, lasciando spazio alla notte. È calata: nera e fredda, impone il suo potere sulla luce.
L’immagine di un Dio che si ritira ci fa sentire impotenti, dal momento che non riusciamo a fermare i nostri momenti più belli. Negli ultimi due versi, il poeta ci vuole comunicare un senso di disagio e di terrore».
(Jacopo Codato, Davide Stradiotto)
Giorgio de Chirico
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La vita anterioreVissi a lungo al riparo di colonne
Le onde, gonfie immagini del cielo,
voluttà calme in mezzo allo splendore
davan fresco con palme alla mia fronte
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«Il poeta in questa poesia, immagina di aver vissuto una vita anteriore, diversa da quella che vive adesso. Ciò che accomuna le sue due esistenze è una sofferenza, che non riesce ad alleviare, come un’ombra, un blocco che nessuno riesce a vedere. Forse desidera la comprensione delle persone intorno a lui, o semplicemente desidera condividere tutto questo con qualcun altro.
Nonostante il poeta sia circondato dalla ricchezza, non potendo desiderare altro, sembra che non possa evitare di soffrire».
(Veronica Casarin, Sara Marinato)
Francisco Goya
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Il nemicoMia giovinezza, tenebrosa bufera
Ecco, sono all’autunno delle idee,
E i fiori nuovi che sogno, chi lo sa
- O dolore, dolore! Mangia il tempo la vita,
«L’oscurità è il nemico del poeta, è il dolore, che gli rosicchia il cuore e vive del suo sangue. Nella giovinezza il poeta ha sofferto: piogge e fulmini si sono abbattuti sul giardino della sua vita. Ormai sono rimasti solo pochi frutti vermigli, il risultato di quei pochi vividi soli, che hanno rischiarato l’oscurità della sua vita.
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Francisco Goya
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Le tenebreNelle fonde segrete di tristezza
vivo come un pittore che un sardonico Iddio
s’accende a tratti, e s’allunga, e s’espande
ravviso, come giunge alla misura
«In questa poesia c’è una forte vicinanza tra l’oscurità e il poeta: la sua unica ospite, nelle quartine è la Notte, che sembra gli tolga ogni speranza, ma il senso di solitudine ed oppressione viene meno con l’arrivo di una visitatrice, che è la donna amata, “nera, eppure luminosa”».
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Caspar David Friedrich
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De profundis calmaviIo t’imploro – Te, l’unica che amo! –
Per sei mesi si libra un sole senza vita,
E nulla al mondo supera in orrore
mi viene da invidiare gli animali più vili
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«L’autore implora la sua amata, l’unica persona che ama dal profondo del suo cuore, che si trova in un buco buio. Lui vive una realtà opprimente, le sue giornate sono infinite, il tempo non passa mai e la realtà è cupa, grigia. Per sei mesi è notte, per altri sei mesi si alza in cielo un sole che non ha vita, non scalda. Vede la realtà nuda, svuotata di tutto. Il sole è la cosa più orribile di tutte, non c’è niente di peggio di quel sole di ghiaccio e di questa notte, che non assomiglia ad altro se non al Caos».
(Alessandro Niero, Nicola Semenzato)