Visione e percezione
La visione è un processo complesso che ha origine nello stimolo fotochimico percepito dalla retina, che viene poi elaborato dal cervello secondo parametri e riferimenti prestabiliti. La percezione è un processo psichico che elabora i dati sensoriali e ne dà significato; essa avviene attraverso due processi: la categorizzazione e l'identificazione; mediante la categorizzazione assegnamo un oggetto a una categoria, successivamente si identifica l’oggetto dandogli un nome. A volte si può generare un errore interpretativo o illusione ottica, cioè una interpretazione sbagliata della realtà, ciò dipende anche dalle esperienze psicofisiche maturate dal singolo individuo.
Illusioni ottiche
Si elencano alcuni esempi di illusioni ottiche che dimostrano come la realtà possa a volte essere diversa da come ci appare.
Nella fig. 1 è stato disegnato lo stesso tavolo da due angolazioni diverse, anche se sembrano due tavoli completamente diversi e di misure differenti.
Nella fig. 2 abbiamo due segmenti, con il primo che finisce con due punte di freccia, e che sembra più corto del secondo, invece sono della stessa lunghezza.
Nella fig. 3 sembra che le caselle A e B siano di colore differente ma, isolandole senza prestare attenzione alle altre, si potrà notare che sono dello stesso colore.
|
|
|
|
|
|
Altre illusioni ottiche sono rappresentate dalle immagini successive. Un vaso o due visi? Eschimese o viso maya? Viso di donna o uomo che suona il sassofono? |
Ci sono dei puntini neri? |
Linee parallele? |
Stereogrammi
Gli stereogrammi sono immagini piane, che danno l’illusione a chi le guarda, di vedere un’immagine tridimensionale e creare quindi una illusione di profondità. Essi sono costituiti da due immagini, ciascuna per occhio, leggermente differenti tra esse, e se guardate con una tecnica particolare, ingannando il cervello, danno l’impressione di vedere un’immagine tridimensionale.
|
Il funzionamento dello stereogramma dipende dal sistema visivo umano. Infatti gli occhi percepiscono lo stesso oggetto in maniera differente e da differenti angolazioni. E’ poi il cervello che sintetizza le due immagini creandone una sola tridimensionale. Il funzionamento degli stereogrammi fu scoperto nel 1838 da sir. Charles Wheatstone, fisico e inventore inglese, anche se prima di allora Euclide, Leonardo ed altri si erano interessati a questo fenomeno. Le tecniche per creare gli stereogrammi quindi mirano ad includere in una sola immagine le sue due parti complementari, richiedendo per la visione di riseparare le due parti in modo che possano essere percepite dal cervello come le due immagini complementari dello stesso oggetto che normalmente gli giungono tramite i due occhi. Così ingannato, il cervello darà l'unica immagine risultante con una sensazione di profondità. |
|
|
|