San Rocco risana gli appestati
L’episodio miracoloso rivela la capacità del Tintoretto «di articolare in termini di intensa drammaticità il racconto in cui inserisce dettagli vivacemente realistici, nella rappresentazione delle note più crude di quell’umanità colpita dalla malattia, e figure dalla salda costruzione plastica còlte in scorci ricercati. L’aspetto più nuovo dell’opera è, in questo caso, costituito dall’atmosfera intensamente notturna in cui l’azione si svolge.
Jacopo Tintoretto
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Forse la conoscenza del più clamoroso notturno del tempo, il Martirio di san Lorenzo di Tiziano – nel 1549 non ancora ultimato, ma già in lavoro e quindi probabilmente visto dal Tintoretto – fu per lui, nella realizzazione di un’opera come questa, uno stimolo il quale, comunque, non faceva che rafforzare un orientamento di gusto – già presente nelle ricerche luministiche di opere precedenti – che diventerà una precisa direttiva stilistica fino […] alla densa oscurità illuminata da bagliori dell’Ultima cena di San Giorgio Maggiore». (Rossi 1994) |
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Tiziano
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