Mark Rothko (1903-1970)

«All’interno della corrente dell’espressionismo astratto, la pittura di Mark Rothko ha come protagonista assoluto il colore, steso in cromie differenti su ampie superfici, come libera espressione di stati d’animo, per instaurare un dialogo con l’interiorità dello spettatore. […] I colori hanno proprietà sia fisiche sia psicologiche: quelli definiti caldi, dal giallo al rosso, sono più luminosi e producono in chi li osserva una sensazione di intimità e di avvolgimento, i freddi invece, dal verde al blu, inducono verso la riflessione, l’isolamento e l’introspezione, catturando lo sguardo verso l’interiorità. […] La superficie pittorica delle sue opere rimane, indipendentemente dai colori scelti, sempre luminosa e vibrante […]. I margini delle macchie di colore che si accostano e si sovrappongono tra loro, sono sgranati […]. In questo spazio che si forma, come una spaccatura interna, entra e si deposita la luce, come una sorta di aura brillante che emana dal quadro e sprigiona energia verso l’esterno. […] Luce e colore si intrecciano, come elementi principali del quadro, anche nella pittura di Claude Monet, soprattutto nelle Ninfee. […] Inoltre, le [loro] grandi dimensioni, più di quattro metri, che circondano lo spettatore in una circolarità fisicamente avvolgente, sono un punto di partenza per Rothko nel tentativo di creare opere di limiti spaziali che catturano completamente l’attenzione dello spettatore, isolandolo dalla realtà circostante, per farlo entrare dentro la dimensione meditativa del quadro». (Ceccarelli 2006)

Mark Rothko
Untitled, 1949
New York, Solomon R. Guggenheim Museum.


N. 61 (Rust and blue), 1953
Los Angeles, Museum of Contemporary Art, The Panza Collection.

    

Untitled, 1953
Washington, National Gallery of Art.


Per Rothko la comprensione dei dipinti doveva «essere il frutto di un’esperienza consumata tra il quadro e l’osservatore. Il riconoscimento dell’arte è un autentico matrimonio di spiriti» sosteneva. E ancora: «Un quadro vive in compagnia, dilatandosi e ravvivandosi nello sguardo di un visitatore sensibile. Muore per la stessa ragione». (Venturi 2007)

N. 17/N.15, 1949
della serie Multiforms
Washington, National Gallery of Art.

Orange and Yellow, 1956
Buffalo, Albright-Knox Art Gallery.

Mural Sketch, 1959
della serie Seagram Murals
Washington, National Gallery of Art.