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Johannes Vermeer (1632-1675)Nel Seicento, mentre in Italia trionfava il Barocco, con il moltiplicarsi di immagini sacre commissionate dalla Chiesa, nell’Olanda calvinista l’arte si indirizzò verso una committenza borghese che apprezzava tematiche profane desunte dalla realtà quotidiana e dalla vita domestica. Nelle opere di Vermeer, spesso, protagonista è la donna, assorta, pensosa, in conflitto tra i suoi desideri e i suoi doveri. Egli «parla dell’amore segreto che fa palpitare, che fa sognare ma anche trasgredire. […] Prive di ogni carattere aneddotico, calate in un mondo di poesia, di meditazione, di silenzio, dove la quiete sostituisce la storia e l’azione, le rappresentazioni di vita reale del maestro di Deft si trasfigurano e diventano immagini senza tempo. Basate su una struttura compositiva essenziale, concentrate a volte su un unico personaggio, le opere di Vermeer, offrono immagini di grande potenza evocativa, perché vivono attraverso la materializzazione della luce in colore: gli oggetti prendono forma grazie alla loro capacità di riflettere la luce e piccole pennellate di colore si susseguono nella tela arrivando a esiti modernissimi, quasi precursori dell’impressionismo ottocentesco». (Bernardini 2007)
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Johannes Vermeer
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La lettera, 1663-64
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Donna in piedi alla spinetta, 1657 ca.
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Donna con collana di perle, 1664 ca.
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Gli interni sono inondati dalla tersa luce del giorno – per lo più proveniente da una finestra – e, attraverso il sapiente uso di un ampio vocabolario di colori, l’artista crea effetti luministici di intensità cristallina. Sebbene non sia un ritrattista, Vermeeer ha prodotto soggetti esemplari, riproponendo il miracolo di una luce che penetra nella materia pittorica facendola vivere.
Ragazza con cappello rosso, 1665 ca.
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Fanciulla con il turbante, 1660-1665
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È la luce della conoscenza quella che illumina la penombra dello studio, in cui il Geografo e l’Astronomo sono ritratti intenti alla ricerca e al calcolo.
Geografo, 1669
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L’astronomo, 1669
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