Paolo Veronese (1528-1588)
Paolo Calliari, detto Veronese, ebbe grande fortuna in area veneziana per la ricchezza delle sue composizioni che riflettevano il fasto della Venezia del XVI secolo. La sua è una pittura di luce, egli predilige la giustapposizione di colori complementari e l'abolizione completa del nero e del bianco, ne consegue un risultato luminoso e squillante. Le ombre riprendono per trasparenza il colore della superficie sulla quale si proiettano e, per riflessione, quello del corpo che le genera.
Paolo Veronese
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L'Ultima Cena, originariamente eseguita per il refettorio del convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, si svolge sotto un ricchissimo porticato rinascimentale dove è disposto il tavolo del banchetto al quale siedono numerosi personaggi che, per gli atteggiamenti disinvolti e gli abiti contemporanei, sembrano appartenere più al ricco patriziato veneziano che alla tradizione evangelica. Le fughe prospettiche laterali e il forte contrasto cromatico – tenue verso il fondo e brillantissimo in primo piano - esaltano la teatrale scena il cui centro focale corrisponde alla figura del Cristo. Per l’eccessiva libertà interpretativa dell’opera, in cui compaiono anche nani e buffoni, Veronese, sospettato di eresia, fu convocato davanti al tribunale dell'Inquisizione che, ascoltate le sue rivendicazioni sulle libertà dell’artista, lo condannò a modificare a proprie spese il dipinto. Di fatto si limitò a cambiare il titolo, apponendo sulla cornice superiore del pilastro, che reca in basso la data di esecuzione, una scritta in latino tratta dal Vangelo di Luca (5, 29): “Fece al Signore Levi un gran convito”.
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Paolo Veronese
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Veronese si era già espresso con questo grandioso linguaggio decorativo, avente come tema quello delle Cene di Cristo, nel dipinto raffigurante le Nozze di Cana, realizzato per il convento di San Giorgio Maggiore e trasportato dalle truppe francesi nel 1797 a Parigi. «La narrazione evangelica diviene per Paolo l’occasione di mettere in scena sontuose feste in costume cinquecentesco che si svolgono all’interno di grandiose e teatrali prospettive architettoniche, dando vita a rappresentazioni realistiche di una vita sociale di altissimo livello, dove dominano il fasto degli ambienti e la raffinata eleganza delle vesti dei partecipanti, quasi a celebrare la ricchezza e la potenza di una trionfale Venezia nel suo secolo di massimo splendore». (Pedrocco 1998) Dal 2007 una replica meccanico-artigianale, realizzata da Adam Lowe, restituisce idealmente il dipinto allo spazio originario. L'opera è stata riprodotta, del tutto identica all’originale, con un sofisticato sistema di scansione e di fotoriproduzione su materiale plastico. |
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