ANN RADCLIFFE
I misteri di Udolfo - 1794
"La barca entrò nel Canal Grande dove si trovava la casa di Montoni. E qui altre forme di bellezza e di splendore, quali la sua immaginazione non aveva mai concepito, si spiegarono dinanzi a Emily nei palazzi del Sansovino e del Palladio, mentre andava scivolando sulle onde. Nell’aria c’erano soltanto suoni armoniosi che facevano eco dai due lati del canale e dalle gondole, mentre si vedevano danzare, sulle terrazze illuminate dalla luna, gruppi di maschere che sembravano quasi dar vita a un fantastico racconto di fate. La barca si fermò davanti al portico di una grande casa, da cui un cameriere di Montoni uscì attraversando la terrazza, e immediatamente la compagnia sbarcò. Dal portico attraversarono una grandiosa sala d’ingresso, fino a una scalinata di marmo che conduceva a un salone arredato con una sontuosità che sorprese Emily. I muri e il soffitto erano decorati con affreschi storici e allegorie; tripodi d’argento, sospesi a catene dello stesso metallo, illuminavano la stanza il cui pavimento era coperto di stuoie indiane variamente colorate e disegnate; i divani e i tendaggi delle finestre dai vetri piombati erano di seta verde pallido, ricamata e bordata di verde e oro. Una balconata si apriva sul Canal Grande dal quale si levavano un frastuono di voci e di strumenti musicali, e una dolce brezza che dava frescura all’appartamento. […]. La prima cosa che attrasse la sua attenzione fu un gruppo di danzatori, nella terrazza sottostante, accompagnati da una chitarra e da qualche altro strumento. La ragazza che pizzicava la chitarra e un’altra che agitava il tamburello avanzavano a passo di danza, con grazia così leggera e con tale letizia nel cuore che avrebbero soggiogato la dea della malinconia nel peggior momento di malumore.[…]"