LA BASILICA

Basilica di San Marco
IX-XVI secolo
Venezia.

La basilica ducale fu eretta in mattoni a partire dal 1063, dopo l’incendio che aveva distrutto la precedente chiesa costruita nell’829 per ospitare le spoglie dell’evangelista Marco. L'edificio, che doveva celebrare il potere economico, politico e militare della Serenissima, manifesta nel suo aspetto architettonico una singolare fedeltà stilistica all'Oriente ribadendo così la sua autonomia da qualsiasi ingerenza occidentale. L’impianto a croce greca sormontato da cinque cupole, coronate da caratteristiche lanterne e croci dorate, riprende le forme della cappella palatina dei Dodici Apostoli di Costantinopoli, oggi distrutta, che custodiva le spoglie di un santo. Sui tre lati si sviluppa il nartece o atrio che si apre nei cinque portali della facciata.


Pianta.

                                          

La chiesa dei Dodici Apostoli
Miniatura
Parigi, Bibliothèque Nationale.

Mosaico del portale di Sant’Alipio, XIII sec.

Si può vedere quale fosse il suo aspetto alla fine del Duecento osservandone una riproduzione nel mosaico che orna il portale di Sant'Alipio, il primo a sinistra. A quel tempo la facciata era già rivestita di marmi e di mosaici, i quattro cavalli, trasportati nel 1204 da Costantinopoli, erano collocati sulla loggia, i cinque grandi arconi erano privi di decorazioni e il finestrone centrale era ornato da archetti, secondo gli influssi dell'arte romanica.
 

E, come sempre nelle cattedrali romaniche, la decorazione plastica assume un importante significato simbolico che qui si sviluppa nei tre archi incornicianti il portale maggiore dove ritroviamo illustrati i mesi, i mestieri, i segni zodiacali, le conoscenze sulla vita dell’uomo.

Agosto
XIII secolo.

         

I “mureri”
XIII secolo.

         

Settembre
XIII secolo.

L'incessante lavoro di abbellimento della basilica culminò nel Quattrocento con il coronamento marmoreo del secondo ordine di facciata e dei prospetti laterali. Crescono così guglie e pinnacoli, edicole marmoree e motivi floreali di straordinaria fantasia, opera degli stessi architetti e scultori contemporaneamente impegnati nel cantiere di Palazzo Ducale. Da allora la basilica non subì ulteriori cambiamenti se non nel finestrone centrale dal quale furono tolti gli archetti, sostituiti da una vetrata. E la facciata, monumento per se stessa ricca di marmi policromi e mosaici su fondi dorati, costituisce così uno sfondo prezioso. Un’immagine fedele di come apparissero la piazza e la basilica alla fine del Quattrocento è offerta dalla tela di Gentile Bellini.

A sottolineare la magnificenza dell’apparato rivolto verso il bacino, l’ingresso di Venezia dal mare, vennero collocati, di fronte alla porta in bronzo che conduce al Battistero, i due ornati pilastri “acritani”, trofei di guerra prelevati da una chiesa di Costantinopoli.

All'interno l'attenzione si sperde facilmente nello sfavillio dell'oro che pervade tutte le volte, le cupole e la parte superiore dei grandi pilastri, ricoperti da oltre 4000 mq di mosaico. Una gigantesca Bibbia illustrata si apre sulle pareti ad esaltare la Chiesa di Cristo e ad insegnare la storia sacra ai fedeli. Vi si trovano rappresentati i martiri e i miracoli dei santi più amati dai veneziani, protettori delle parrocchie, delle Scuole, delle corporazioni di arti e mestieri, e tutto ciò contribuiva a dare a questo poema pittorico un valore sociale e politico oltre che religioso. Non si tratta di una semplice fusione tra religiosità e politica, ma di un’esaltazione reciproca.

“La concezione teocratica dell’impero bizantino trova qui la sua giusta evoluzione. A Venezia non esiste infatti un imperatore da proporre come mediazione di Dio ed è quindi allo Stato veneziano che viene dato questo investimento: la Repubblica di San Marco ne è l’espressione, la Chiesa dell’Apostolo ne è la testimonianza.” (O. Fontanari, Dal museo alla città, n. 2, pag. 57)

                


Trasferimento del corpo di san Marco
Mosaico, XII-XIII secolo
Transetto di destra.