CAMINI E ALTANE

“Se nei primi secoli, la città era stata quasi tutta di legno, spesso preda degli incendi, dal XIII secolo, via via si era trasformata in città di pietra. Se all’inizio era stato necessario bonificare il terreno ed elevarlo per potervi posare le fondazioni, più tardi divenne regola conficcare nella molle terra lagunare una rete fitta di pali, anche di 10 metri, sulla quale fondare. Milioni di alberi conficcati all’ingiù sorreggono Venezia.” (Ortalli, Scarabello 1990, pag. 82)

Tra il XII e il XIII secolo si definì la tipologia abitativa che rimarrà quasi invariata nei secoli. I camini sono un elemento importante dell’architettura minore veneziana e nei secoli scorsi, oltre che funzionali, erano considerati anche decorativi. Nella Venezia rappresentata da Carpaccio e Bellini, questi brulicano sui tetti e si presentano a forma di campana, di dado, a coste, con i comignoli dipinti. Nel ‘400 le decorazioni pittoriche erano a carattere geometrico, in seguito compariranno anche immagini di santi. Attualmente i camini hanno le stesse forme del passato, ma sono meno numerosi, molto più bassi e privi di quei preziosi cromatismi.

Uno degli elementi più caratteristici dell’architettura minore veneziana è l’altana, che Carpaccio ritrae nelle forme quattrocentesche: in legno con balaustra. Qui si prendeva aria, si stendeva il bucato, i tintori facevano asciugare stoffe o panni tinti, e le donne si dedicavano alla cosmetica. Lassù infatti trascorrevano molte ore esposte al sole per schiarire i capelli, come dettava la moda, e, per ripararsi dal caldo, indossavano una lunga veste bianca di seta o di sottilissima lenza, detta schiavonetta. La solana era il cappello di paglia senza fondo da cui fare uscire i capelli, la tesa era molto ampia per proteggere le spalle e il viso. Era inoltre necessaria la sponzeta cioè un bastoncino con una piccola spugna legata in cima che veniva passata più volte sui capelli dopo averla intrisa in una fiaschetta piena di acqua e di altre sostanze. Era una moda così diffusa che alcune farmacie producevano queste acque da esportare in Europa.



Da G. Grevembroch,
Gli abiti dei veneziani di quasi
ogni età con diligenza raccolti
e dipinti nel secolo XVIII
,
Venezia, 1981.