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PHILIPPE DI COMMYNES
Philippe di Commynes, narrando del suo viaggio a Venezia nel 1495, afferma:
"Ognuno volle che mi sedessi in mezzo a quei due ambasciatori (giacché in Italia è un onore stare nel mezzo) e mi portarono lungo la strada maestra, che chiamano Canal Grande ed è davvero ampia. L’attraversano le galee, e vi ho visto una nave di quattrocento tonnellate vicinissima alle case. E’ la più bella strada che credo esista al mondo, fiancheggiata dalle più belle costruzioni, e va lungo tutta la città. I palazzi sono grandi e alti, in buona pietra, quelli antichi tutti dipinti; gli altri, costruiti negli ultimi cento anni, hanno la facciata di marmo bianco, che viene dall’Istria, distante cento miglia; e hanno anche qualche blocco di porfido e di serpentino sulle facciate. … E’ la città più trionfante che abbia mai visto, quella che tributa più onori ad ambasciatori e stranieri, che si governa più saggiamente e in cui il culto di Dio è celebrato più solennemente. E per quanto vi possano essere altre colpe, credo che Dio li protegga, per la reverenza che dimostrano nei riguardi della Chiesa." (Ruskin 1982, cit. pag.11)
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