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Francesco Guardi
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L’artistaIl pittore ha settantotto anni quando la sera del 28 dicembre 1789 scoppia il devastante incendio, e, incurante dell’età, si reca sul luogo per riprendere l’avvenimento: i due disegni prodotti sono oggi conservati al Museo Correr di Venezia e al Metropolitan Museum di New York. Da quest’ultimo l’artista trae il dipinto. L’operaLa tela, di genere documentario, appartiene agli ultimi dipinti del Guardi. La composizioneIl dipinto rappresenta le ultime fasi del drammatico episodio. Sotto un cielo carico di fumo, i pompieri dai tetti cercano di domare il fuoco che si sta estendendo ad un gruppo di case. La cupa e angosciata atmosfera è resa dalle scure tonalità del colore, acceso a tratti dai rossi riflessi delle fiamme. La folla, ripresa di schiena, si accalca davanti al fuoco e sembra assistere annichilita alla caduta della gloriosa Serenissima, fine che avverrà solo pochi anni dopo con il trattato di Campoformio. |
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Curiosità
Al genere documentaristico appartiene anche questa tela giovanile dove il pittore, forse influenzato dalla produzione del Longhi, riprende uno spaccato di vita quotidiana. La scena si svolge nel convento di San Zaccaria che accoglieva le discendenti delle più nobili famiglie veneziane. Qui le monache patrizie, pur vivendo in clausura, godevano di vari vantaggi tra i quali il ricevimento dei familiari.
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Francesco Guardi
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