WILLIAM HAZLITT
Note di un viaggio in Francia e Italia - 1826 Venezia

"[…] L’effetto è certamente magico, abbagliante, sconcertante. Dapprima ci si sente un po’ storditi: non si è del tutto certi di dove si appoggi il piede, come sul ponte di una nave. Si entra nei suoi canali, stretti e gai, e si scopre che non sono stati scavati nella terra: si scorre tra file di palazzi e sotto ponti ad ampia arcata, stipati sulle verdi onde del mare. Si comincia a pensare che per tutta la città si debba procedere per via d’acqua, in questo modo, e si debbano usare i remi invece dei piedi. Si sbarca, e si visitano banchine, piazze, mercati, teatri, chiese, saloni, palazzi, si salgono alti campanili e si passeggia in giardini ombrosi, senza che ci si ricordi una sola volta di non essere sulla terra ferma. […]. Venezia è carica di ornamenti come una ricca ereditiera di città lo è di gioielli. Sembra sia l’ordine naturale delle cose. La sua nascita fu una cosa mirabile: il suo fine è sorprendere. La forte inclinazione radicata nel suo genio è sempre per ciò che è fastoso, singolare e fantastico."

GEORGE GORDON BYRON
Le Peregrinazioni del nobile Aroldo - 1816

Canto the Fourth
I.
I stood in Venice, on the “Bridge of Sighs;”
A Palace and a prison on each hand:
I saw from out the wave her structures rise
As from the stroke of the Enchanter’s wand!
A thousand Years their cloudy wings expand
Around me, and a dying Glory smiles
O’er the far times, when many a subject land
Looked to the wingéd Lion’s marble piles,
Where Venice sate in state, throned on her hundred isles!


II.
She looks a sea Cybele, fresh from Ocean,
Rising with her tiara of proud towers
At airy distance, with majestic motion,
A Ruler of the waters and their powers:
And such she was; - her daughters had their dowers
From spoils of nations, and the exhaustless East
Poured in her lap all gems in sparkling showers.
In purple was she robed, and of her feast
Monarchs partook, and deemed their dignity increased.
[...]

Canto quarto
I.
Ero a Venezia, Ponte dei Sospiri;
ai due lati un Palazzo e una prigione:
le forme sue sorgevano dalle onde,
come, d’incanto, al tocco d’una verga!
Mille anni spiegan quelle fosche ali,
e una Gloria sorride moribonda
pensando al tempo in cui terre asservite
fidavano nei marmi del Leone,
di Venezia fastosa, su cent’isole in trono!


II.
Sembra, d’Oceano fresca, una Cibele,
con tiara di superbe torri sparse
s’innalza, maestosa nel suo gesto,
Sovrana d’acque e del potere loro:
e tale fu; e in dote alle sue figlie
spoglie di stati; e il dovizioso Oriente
piogge di gemme in grembo le versava.
Di porpora vestiva, e al suo convito
Sedevano i monarchi, stimandosi onorati.
[…]

ANN RADCLIFFE
I misteri di Udolfo– 1794

"Presto altri suoni destarono la sua attenzione: era la solenne armonia dei corni, che aumentava con l’avvicinarsi; osservando le gondole che si sistemavano lungo i bordi delle terrazza si mise il velo e, affacciandosi al balcone, scorse nella lontana prospettiva del canale qualcosa che assomigliava a una processione e avanzava galleggiando sulla superficie illuminata dell’acqua: mentre si avvicinava, i corni e gli altri strumenti, si fondevano dolcemente, e poco dopo sembrò che fossero sorti dall’oceano i mitici dei della città; infatti Nettuno, con la sua regina a personificare Venezia, procedeva sulle acque increspate, circondato da tritoni e ninfe marine."