Vittore Carpaccio
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Il telero più ampio del ciclo presenta l’incontro dei promessi sposi e il commiato dalle rispettive famiglie contornato da una folla partecipe e festosa. Il pennone, che sulla base presenta il cartiglio con l’iscrizione VICTORIS / CARPATIO / VENETI–OPUS / MCCCCLXXXXV, separa la rappresentazione delle due città costruite dall’inesauribile fantasia di Carpaccio: a sinistra la capitale d’Inghilterra, turrita e monocolore; a destra la rinascimentale città ideale della Bretagna, rivestita di marmi policromi.
Il pittore nel descrivere il porto di un Mediterraneo vicino e lontano fa forse riferimento ai disegni di Gentile Bellini portati dal viaggio in Oriente.
Il giovane seduto al centro tiene in mano il cartiglio di dedica di Nicolò Loredan; sulla manica sinistra, ricamato in oro, argento e perle, porta lo stemma della Compagnia dei Zardinieri e sulla calza sinistra, ricamata in oro, la sigla S.A. a identificare la Societas Amicorum che di consuetudine accompagnava i cortei nuziali degli aristocratici. Stravaganti costumi e tappeti esotici arricchiscono questa straordinaria scenografia
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