Vittore Carpaccio
Ritorno degli ambasciatori
Tela, 297 x 527 cm
Venezia, Gallerie dell'Accademia.

Qui gli ambasciatori inglesi portano la risposta di Orsola al loro re che li riceve sotto un’edicola ottagonale mentre lo “scalco”, seduto vicino alla riva e accompagnato da un paggio, batte a terra il bastone scandendo a tempo di musica l’incedere del corteo; così il doge riceveva gli ambasciatori a Venezia.
I patrizi in toga nera assistono alla scena mentre una folla variopinta fa da sfondo alla rappresentazione, in lontananza due maschere vestite di bianco conversano sul molo. Al centro del dipinto è ritratto di spalle un giovane con cappello rosso, forse il principe Etereo, e poco lontano un uomo, con le calze ricamate in perle e passamaneria d’oro, si identifica con le insegne della Compagnia della Calza.
La scimmia, seduta sui gradini, è vestita con la zimarra rossa ornata di pelliccia, parodia della veste curiale.
L’architettura, fantasiosamente rielaborata, riprende il linguaggio dei primi edifici rinascimentali veneziani. A sinistra sembrano riconoscersi le torri dell’Arsenale; il grande palazzo al centro rimanda invece alle architetture di Pietro Lombardo e Mauro Codussi: la Scuola di San Marco (1487-1495) è coeva ai dipinti del ciclo di Orsola.
Nel cartiglio in basso a sinistra si legge: VICTORIS / CA…TIO / VENETI / OPUS.