Pietro Lomghi
L’indovino, 1740-50
Olio su tela, 60 x 49 cm
Venezia, Gallerie dell’Accademia.

  • Veduta della vita veneziana
  • Colore intriso di luce


L’artista

Con l’animo di un’enciclopedista illuminato il pittore indagò non solo i raffinati salotti delle case patrizie, ma colse anche la realtà del popolino, descritta con la stessa benevola lucidità. Le sue tele offrono allo spettatore piccoli palcoscenici lagunari che raccontano, tra luci morbide, ombre leggere e un vociare di suoni, il piccolo orizzonte del quotidiano dal quale emerge il volto di un’altra Venezia.

Pietro Longhi
La polenta, 1735-40
Olio su tela, 60 x 50 cm
Venezia, Ca’ Rezzonico.

    

Pietro Longhi
La venditrice di essenze, 1757
Olio su tela, 61 x 51 cm
Venezia, Ca’ Rezzonico.

    

Pietro Longhi
Il sorteggio dei cacciatori, 1765-70
Olio su tela, 61 x 50,5 cm
Venezia, Pinacoteca Querini Stampalia.


L’opera

La tela, firmata sul retro dall’artista, fu donata alle Gallerie da Girolamo Contarini nel 1838. Due studi preparatori, relativi al gentiluomo dietro alle popolane e alla bilancia del venditore di mele, sono conservati al Museo Correr di Venezia che raccoglie ben centoquarantacinque disegni del Longhi. Ciò che accomuna questi fogli pieni di annotazioni, è la minuziosa analisi di ogni dettaglio ripreso poi con una tecnica da miniaturista nel dipinto.

La composizione

Con sapienti pennellate intrise di luce, Longhi presenta “ciò che vede con i suoi occhi” porgendo una puntuale analisi del costume veneziano. L’indovino, elegantemente vestito secondo la moda dell’epoca, predice il futuro sotto i portici di Palazzo Ducale mentre la vita scorre nell’usuale quotidianità. Dagli atteggiamenti degli astanti si coglie l’essenza della situazione, quella trepida curiosità che precede il responso al proprio quesito: gli affari, l’amore. Le popolane, vibranti di colore, coprono il capo con la parte posteriore del mezzo grembiule, all’uso veneto.
Il soggetto è accostabile al Cavadenti, dinamica composizione caratterizzata dalla limpidezza cromatica.

Pietro Longhi
Il cavadenti, 1746-52
Olio su tela, 41,5 x 62 cm
Milano, Pinacoteca di Brera.

Curiosità

Nella Venezia del Settecento il tipico costume mascherato era la bauta che consisteva in una mantellina di seta nera con cappuccio, cappello a tricorno e maschera bianca

“Approdò a una città che non rassomigliava per nulla a quelle viste fino allora. Il mare formava le strade, le case erano costruite sull’acqua. Le poche piazze pubbliche che adornavano quella città erano popolate di uomini e donne dal doppio viso: quello dato dalla natura, e una faccia di cartone che vi applicavano sopra, di modo che il popolo era composto di spettri.” (Voltaire, La Principessa di Babilonia, cap. IV in Ville venete nel territorio di Mirano, pag. 59)