|
Bonifacio de’ Pitati
|
|
L’artistaIl pittore (Verona 1487 ca. – Venezia 1553) si mostrò sensibile alle suggestioni del gusto scenografico ed ambientò le proprie composizioni in vere e proprie scene di vita veneziana, mediante artificiosi scenari architettonici di ascendenza teatrale, coniugandoli con motivi paesaggistici propri della tradizione veneta.
L’operaIl dipinto era composto di due comparti laterali raffiguranti l’Angelo annunciante e l’Annunciata, tuttora alle Gallerie, e ornava il Magistrato della Camera degli Imprestidi che aveva sede nel Palazzo dei Camerlenghi a Rialto. |
|
|
Il committente
L’opera fu forse commissionata da un gruppo di magistrati usciti di carica tra gennaio e dicembre del 1544.
La composizione
La scenografica rappresentazione a volo d’uccello offre una dettagliata veduta della piazza dove la vita si svolge serena nonostante le minacciose nubi che la sovrastano. La “divina” città è protetta dall’Eterno che si preoccupa di scacciare l’incombente pericolo. Il pittore, collocando la casa della Vergine Maria nell’area marciana, riprende e sottolinea la leggenda della fondazione di Venezia voluta il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione. Come un “moderno” vedutista, l’artista descrive momenti di vita quotidiana e la piazza si anima di personaggi che vi si incontrano o vi svolgono attività varie. Osserviamo i postulanti davanti alla Porta della Carta, un gruppo di saltimbanchi vicino al campanile con la Loggetta già ultimata, i portabagagli e, in primo piano a sinistra, la bottega di pellicciai. L’evento miracoloso non interferisce con lo scorrere della vita cittadina.
|
|
|
|
|
|
L'edificioIl palazzo in bianca pietra d’Istria raccoglieva in sé tre funzioni preesistenti: prigione, loggia mercantile e sede dei tesorieri della Serenissima. Esso si pone come simbolica conclusione del ripristino dell’area realtina dopo il grande incendio del 1514. |
|
Antonio Abbondi detto Scarpagnino
|