L’ARCHITETTURA DEL PRIMO RINASCIMENTO A VENEZIA

Venezia fu la città italiana che oppose maggiore resistenza all'introduzione del linguaggio toscano e il tenace attaccamento alla tradizione da parte del governo fece sì che gli innesti rinascimentali si compissero molto lentamente. Bisogna comunque sottolineare la particolarità di questa città che sorge dall'acqua e che non può espandersi oltre i limiti delle sue fondamenta insulari. Qualsiasi struttura edilizia deve necessariamente inserirsi in un contesto già ingombro di edifici. Il rapporto con l'esistente era dunque un problema fondamentale. A questo si univano due fattori tipicamente veneziani: l'importanza del colore e la diversa impostazione prospettica. L’effetto dell'acqua raccorcia e ingrandisce moltiplicando l'illusione ottica e conferendo alla città quell’aspetto scenografico e teatrale tanto diverso dalle solide proporzioni ricercate dagli architetti toscani che, attraverso rigorosi rapporti matematici, aspiravano all'armonia e alla bellezza ideale.

Mauro Codussi
San Michele in Isola, 1469-1478
Isola di San Michele.

Codussi fu il primo architetto a portare nella Serenissima un linguaggio ispirato ai concetti di bellezza espressi dall’Alberti e a svincolare la pratica architettonica dal decorativismo. La chiesa che si affaccia al mare è la prima costruzione rinascimentale a Venezia e tipicamente veneziana è la facciata tripartita con contrafforti e timpano curvilinei, ma nuovo è il vocabolario adottato. Principi matematici regolano forme e volumi che, uniti da precise proporzioni, raggiungono un equilibrio perfetto. Fondamentale è l'unitarietà del progetto in cui ogni singolo elemento non potrebbe esistere indipendente dal tutto. I levigati conci in pietra d'Istria, le cornici sporgenti e gli ornamenti a conchiglia decorano plasticamente la facciata che, nel suo nitore privo di preziosismi, risplende sulla laguna. Così “elementare” la chiesa costituiva una novità rivoluzionaria rispetto al gusto sovraccarico dei veneziani.

Mauro Codussi
Palazzo Vendramin-Calergi, 1481-1509
Venezia, Cannaregio.

Nella facciata del maestoso palazzo è leggibile l'intento di conseguire una regolarità rinascimentale, ispirata all’albertiano Palazzo Rucellai, senza rinunciare alle caratteristiche dell'architettura veneziana: la leggerezza e la prevalenza dei vuoti sui pieni. Mentre Alberti aveva delineato un raffinato gioco di rapporti lineari in superficie, Codussi moltiplica le finestre e accentua la plasticità dei volumi sottolineata dal contrasto delle ombre e delle luci. Agli inizi del ‘500 era l'edificio più classico di Venezia e il più grande palazzo privato.

Pietro Lombardo
Santa Maria dei Miracoli, 1481-1494
Venezia, Cannaregio.

La chiesa, scrigno intarsiato di marmi policromi, sembra costruita da un pittore più che da un architetto, tale è l'importanza del colore sugli elementi architettonici. Questa si erge libera su tutti i lati, raro privilegio in una città come Venezia, in cui, eccettuata San Marco, nessuna chiesa gode di una posizione particolare, nessuna sorge alla fine di un viale o al centro di una piazza. L'architetto esaltò questa particolarità, non dimenticando il vantaggio costituito dallo specchio d'acqua, e conferì quasi la stessa importanza a tutti i lati dell’edificio. Il sistema decorativo riveste l’intera struttura di marmi policromi scelti, tagliati, posati e intarsiati con grande perizia e fantasia. Il prospetto, racchiuso e incoronato dal grande frontone semicircolare tipicamente veneziano, è caratterizzato dal rosone centrale, attorno cui girano rotelle marmoree alternate ad aperture. La chiesa non si riflette mai chiaramente nell'acqua ma da essa pare uscire con i capitelli ionici volutamente allungati e deformati. Anche l'interno risponde a questa suprema eleganza di colore e di decorazione.

Pietro Lombardo
Ca’ Dario, 1487 ca.
Venezia, Dorsoduro.


Il palazzo, rivestito di marmi policromi, presenta una decorazione a cerchi inseriti in ruote di marmo bianco: una testimonianza di continuità con il passato veneto-bizantino di cui un sicuro riferimento è la basilica di San Marco.