Sir RICHARD TORKINGTON
da Il più antico diario di Viaggio inglese - 1517

"Per la sua opulenza, le costruzioni sontuose, gli edifici religiosi e per i palazzi della magistratura e dei consigli, così come per le altre cose che conferiscono splendore a una città, Venezia supera ogni altro luogo che io abbia mai visto. E ciò, in particolar modo, durante due feste a cui fummo presenti. Una di queste era l’Ascensione. Il Doge, con tutti i Signori, si recò in gran pompa e solennità nell’Arca Triumphalis, che è una sorta di imbarcazione di strana fattura e di meravigliosa imponenza, e così di seguito.
Con loro, nella suddetta galera, c’era anche il marchese di Mantova.
Poi, la galera fu spinta a remi verso il mare aperto, e là, assistiti dal Patriarca, essi sposarono il mare con un anello. La formula per lo sposalizio suonava così: “In signum veri perpetuique Domini”. E a quel punto il Doge lasciò cadere in mare l’anello; ma sarebbe troppo lungo riferire tutta la procedura della cerimonia.
Poi essi andarono all’Abbazia di San Nicolò dei monaci neri (benedettini), che si trova poco lontano, e tutti ruppero il digiuno, e poi tornarono nuovamente a Venezia, al Palazzo Ducale, dove era pronto per loro un pranzo meraviglioso; e noi pellegrini potemmo assistervi e vederli servire. Al pranzo ci furono otto diverse portate di carne, e ognuna di queste entrava preceduta da trombettieri e menestrelli. C’era sin troppo vasellame, tipo bacili e acquamanili: cose stupende e di originale fattura; […]. Piatti, sottocoppe e piatti di portata, ogni cosa era d’argento e d’oro.
E mentre quelli se ne stavano a pranzare, un coro della Cappella del Doge cantava varie canzoni, a volte con l’accompagnamento di strumenti a fiato. E poi venne uno dei trombettieri, e suonò con quegli strumenti ogni sorta di melodie, l’uomo più abile e capace che mai io abbia udito, con gli strumenti più vari che mai abbia visto.
E alla fine del pranzo il Doge fece portare ai pellegrini dei grandi vassoi pieni di dolci di marzapane, e inoltre confetti e malvasia, e altri tipi di vino dolce, in quantità sufficiente perché tutti potessero mangiare e bere.
In seguito, si fece avanti un tipo mascherato che, con le sue buffonate, rese molto allegri il Doge, il Marchese e tutta la compagnia.
E dopo di ciò vennero dei danzatori, alcuni dei quali mascherati da donna, e danzarono un bel po’.
E dopo di loro vennero dei saltimbanchi, uomini e fanciulli: gli individui più spettacolosi che io abbia mai visto, al punto che non ho parole per descriverli."