Foto realizzata da Anita Marcolan

LA SHOAH A MIRANO: PAOLO ERRERA E NELLA GRASSINI

Questo progetto didattico, a.s.2019-2020, nasce dalla collaborazione con la prof.ssa Stefania Bertelli dell’IVESER, che ha guidato gli studenti nella conoscenza della vicenda di due vittime della Shoah legate al territorio del Miranese: Paolo e Nella Errera. Le classi coinvolte sono state la I F, la III ACM, la III AET, la III AIN, la III AMAN-AI, la III AMM, la III BMM, coordinate dai proff. Artusi, Bergo, Borsatto, Calzavara, Massari, Necchio, Turcato.

In queste pagine troverete i lavori realizzati dalle studentesse e dagli studenti. Per la loro costruzione ha collaborato con noi Igor Pizzirusso, ricercatore e web content manager dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri e della rete degli enti associati , che ha tenuto una lezione sulla comunicazione web di argomento storico.

LA STORIA DEGLI ERRERA

La famiglia Errera, come rivela il nome, è di origine spagnola.

Nel 1492 infatti, Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia emanarono un decreto con cui espulsero dalla Spagna tutti gli ebrei che non si fossero convertiti al cristianesimo. Erano gli ebrei sefarditi. Molti cercarono rifugio nel vicino Portogallo, moltissimi in Marocco e a Costantinopoli, altri nei Paesi Bassi e a Venezia.

Gli Errera si erano integrati a Venezia da molto tempo ed avevano anche partecipato al Risorgimento: un antenato di Paolo Errera, Alberto, fu un patriota che si impegnò per l’annessione del Veneto al Regno d’Italia e venne arrestato nel 1864 per la sua attività politica. 

Quando il Veneto venne annesso al Regno d’Italia (1866)  anche in questa regione la costituzione italiana, lo Statuto Albertino, garantì uguali diritti civili e politici agli ebrei.

La famiglia Errera nel 1845 aveva acquistato la Ca’ d’Oro, restaurata nel 1865 da Abramo Errera, nonno di Paolo.

Ca' d'Oro, facciata. Foto di Didier Descouens, Pubblico dominio

Ca' d'Oro, facciata. Foto di Didier Descouens, Pubblico dominio, collegamento

Palazzo Bembo. Foto di Didier Descouens, Pubblico dominio, collegamento

Paolo Errera, figlio di Mosè Errera ed Eloisa Da Zara, nacque a Venezia il 18 Ottobre 1861. Visse fino all’età di 21 anni nella Ca’ d’Oro dove studiò con un tutore privato. Proseguì gli studi in ragioneria e poi all’università. La famiglia Errera dovette in seguito cedere la Ca’ d’Oro a causa di un fallimento aziendale.

Nella Grassini, figlia di Laudadio Grassini ed Emma Levi, nacque a Venezia nel 1874 ed aveva due sorelle. La minore era Margherita, che sarebbe diventata una nota critica d’arte, più conosciuta come Margherita Sarfatti a causa del matrimonio con Cesare Sarfatti. 

Anche i Grassini comprarono un palazzo veneziano, Palazzo Bembo, uno sfarzoso simbolo di integrazione nella comunità. 

Dopo il matrimonio, Paolo Errera e Nella Grassini trascorsero le loro vite tra Venezia e Mirano. Ebbero tre figli: Mario, Amedeo e Adolfo. Paolo Errera ricoprì negli anni numerosi incarichi pubblici amministrativi, soprattutto a Mirano dove fu eletto sindaco dal 1895 al 1920.

Per 15 anni fu direttore dell’Ospedale Civile di Mirano e ricoprì la carica di Presidente della Fondazione Luigi Mariutto.

Il figlio Amedeo morì a 15 anni in un tragico incidente stradale. Per festeggiare la fine della prima guerra mondiale e per ricordare la prematura scomparsa del figlio Amedeo, Paolo Errera decise di istituire una fondazione con lo scopo di aiutare negli studi gli orfani di guerra; fondazione che ancora oggi assegna annualmente borse di studio agli studenti miranesi.

Il figlio Adolfo, invece, sposò Giuliana Barella e il matrimonio venne festeggiato anche dal re e da Mussolini, come riporta un articolo de «La Stampa» del 29 aprile 1937 " (Archivio storico de "La Stampa"),

Nel 1938 vennero promulgate le "leggi razziali":

Come sintetizza la prima pagina de “La Stampa”, gli ebrei vennero privati di tanti diritti di cui fino ad allora avevano goduto. 

Gli Errera chiesero allora la “discriminazione”, cioè la parziale esenzione dall’applicazione della legislazione antiebraica per “speciali benemerenze” e poi presentarono alla Comunità israelitica di Venezia l’atto di abiura, cioè dichiararono di non voler più essere considerati israeliti.

Il 29 ottobre 1941 il prefetto di Venezia dichiarò che Paolo Errera e Nella Grassini dovevano “considerarsi non appartenenti alla razza ebraica”. 

L’8 settembre 1943 Badoglio annunciò la firma dell’armistizio con gli Alleati e i tedeschi da alleati diventarono nemici:

Il 29 settembre 1943 nasce la Repubblica Sociale Italiana (RSI) voluta dalla Germania nazista e guidata da Benito Mussolini, al fine di governare parte dei territori italiani controllati militarmente dai tedeschi dopo l'armistizio.

Nel manifesto di Verona (conosciuto anche come carta di Verona) che presenta il programma del governo della Repubblica Sociale Italiana il settimo articolo riguarda gli ebrei:

“7. - Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica.”

Nel 1943-1945 questi italiani che, come afferma Simon Levis Sullam, dichiararono “stranieri” e “nemici” gli ebrei, “li identificarono su base razziale come gruppo da isolare e perseguitare, li stanarono casa per casa, li arrestarono, li tennero prigionieri, ne depredarono beni e averi, li trasferirono e rinchiusero in campi di concentramento e di transito, e infine li consegnarono ai tedeschi, furono responsabili di un genocidio”.

Dopo una segnalazione anonima nei loro confronti, Paolo e Nella furono arrestati nella loro villa di Mirano e portati a Venezia il 25 febbraio 1944 nelle carceri di Santa Maria Maggiore. 

Paolo e Nella furono poi portati al Campo di Fossoli il 5 aprile 1944. Da lì vennero deportati e uccisi ad Auschwitz il 10 aprile 1944.

INFOGRAFICHE
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