PALA - immagine devozionale posta sull’altare
Il termine pala deriva forse dall’italiano palese - ciò che è evidente.
Nel Quattrocento al complesso apparato del polittico, strutturato in una sequenza di scene o di figure, si comincia a preferire una tavola unica di forma quadrata o rettangolare che contenga in un ambiente unitario i personaggi posti in reciproca relazione. Queste composizioni sono spesso definite “sacre conversazioni” e il dialogo tutto spirituale che intercorre tra i personaggi è fatto di gesti e di sguardi. La figura principale, posta al centro di una struttura architettonica rinascimentale, è generalmente la Madonna attorniata da santi. Questi sono disposti nello spazio simmetricamente e a semicerchio, quasi a simulare o a sottolineare un vano absidale. Ad essi il committente rivolge preghiere d’intercessione per la propria salvezza. Data la portata rivoluzionaria dell’innovazione il passaggio fu graduale. Beato Angelico fu l’artista di transizione che seppe conciliare con originalità il gusto gotico per l’oro e per i dettagli preziosi alle novità introdotte da Masaccio apportando così un profondo cambiamento nella tradizionale rappresentazione della pala.
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Nel folto bosco si possono riconoscere:
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Beato Angelico
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Progressivamante nel corso del secolo si abbandona il supporto in legno a favore della tela sia per motivi di conservazione che di trasporto. Infatti anche le tele di grandi dimensioni, smontate dal telaio perimetrale e arrotolate su rulli cilindrici con la pellicola pittorica all'esterno, potevano essere trasferite e rimontate ovunque fosse necessario. La tradizione fa risalire ai Veneziani la diffusione della nuova tecnica pittorica.