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Giovanni Bellini
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L’artista
Negli anni della maturità, Bellini riprende lo schema della Pala di San Giobbe ricreando una perfetta finzione prospettica tra la cornice dell’altare e lo spazio dipinto, ma, sempre attento alle novità introdotte dai giovani artisti quali Giorgione, la rinnova nei morbidi effetti atmosferici.
L’opera
La pala è collocata nella chiesa omonima anche se originariamente era destinata ad un altro altare.
Il committente
Le monache patrizie di San Zaccaria richiesero al Bellini un preciso registro iconografico che, nelle figure di Gerolamo e Pietro, doveva elogiare l’organizzazione ecclesiastica ed educare le giovani ospiti del loro esclusivo convento con la presenza delle vergini Caterina e Lucia.
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La composizioneUn portico absidato, dalla calotta decorata a mosaico, accoglie la Madonna col Bambino collocati su un alto trono sopra al quale sono sospesi una semplice lampada e un uovo. La soffusa luce solare penetra dai lati avvolgendo le figure che, poste simmetricamente all’asse, sono modellate dai colori sfumati. Tutto, nell’equilibrata composizione, è perfettamente speculare: dalla posizione dei personaggi assorti in meditazione, agli scorci naturalistici. Fulcro dell’opera è l’unico personaggio che guarda lo spettatore: l’angelo musicante il cui volto coincide con il punto di fuga. Simbologia
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Santi
- San Gerolamo, revisore della traduzione della Bibbia dai testi greci, indossa gli abiti da cardinale e, seppur in presenza del mistero divino, continua la lettura delle sacre scritture per il timore che possano essere dimenticate o contestate.
- San Pietro porta il libro chiuso a sottolineare il già acquisito bagaglio di saggezza che gli ha permesso di ricevere le chiavi.
- Santa Caterina d’Alessandria e santa Lucia portano entrambe la palma del martirio e i loro specifici emblemi: l’avanzo di ruota e il vasetto con gli occhi.