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Paolo Veronese
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L’artistaIl Veronese nel 1575 ricevette l’incarico di decorare alcuni degli ambienti più importanti di Palazzo Ducale distrutti da un incendio. Il complesso pittorico, che lo tenne occupato per tre anni, costituì una delle sue prove più alte. Rappresentò le Virtù come ”sontuose figure femminili, abbigliate con sete e broccati, splendide per i preziosi e limpidi effetti decorativi e per la fastosa qualità coloristica, contraddistinta dai cangiantismi e dalla trasparenza delle tinte […]” F. Pedrocco L’operaL’ordine fu soppresso nel 1807, ma solo nel 1915 all’inizio della Grande Guerra il complesso fu trasformato in ospeda le militare e quindi la pala venne trasportata alle Gallerie dell’Accademia. Fu tra le opere più ammirate dai critici dell’epoca ed ebbe una straordinaria diffusione grazie ad un incisione eseguita nel 1582 da Agostino Carracci. |
Paolo Veronese
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Agostino Carracci
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Il committenteLa pala fu eseguita per l’altare maggiore della chiesa veneziana di Santa Caterina, annessa all’omonimo convento delle monache agostiniane. La composizioneIl Boschini, autore del volume Carta del Navegar pitoresco pubblicato nel 1660 per celebrare la produzione artistica veneziana, scrive: “ Se puol dir che ‘l pitor per far ‘sti efeti oro abia impastà, perle e rubini e smeraldi e safiri più che fini e diamanti purissimi e perfeti”. (Si può dire che il pittore per fare questi effetti abbia impastato oro, perle, rubini, smeraldi e zaffiri più che fini e diamanti purissimi e perfetti). La dinamica composizione, dal colorismo prezioso, ricco di luminosità e dalla serena bellezza delle immagini, presenta riuniti in una felice coesione tutti gli elementi più fastosi ed elegantemente decorativi del linguaggio pittorico dell’artista. La vicenda non si svolge ad Alessandria d’Egitto né in un ambiente religioso. L’episodio sacro, come nel Convito in casa Levi, si trasforma in una lussuosa festa cinquecentesca dove santa Caterina, accompagnata da angeli musicanti e da un nobile seguito, è ritratta come un’aristocratica dama sontuosamente abbigliata. Con una gioiosa enfasi, ormai prebarocca, il cielo è popolato di angeli che assistono al matrimonio mistico della santa portando la corona per la Regina dei Cieli e la palma del martirio per la santa. La rappresentazione, dai toni più profani che sacri, è ben lontana dai dettami della pittura religiosa e dalle forme ispiratrici di santi pensieri imposti dalla Controriforma. |
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Santa Caterina d'Alessandria è rappresentata sempre come una giovane nobile. Qui riceve l’anello dello sposalizio mistico indossando la corona. Altri suoi attributi sono la ruota dentata, strumento del martirio, e la spada con cui venne decapitata. |