TRECENTO
Giusto de’ Menabuoi
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La città medievale del Trecento si presentava cinta di mura e dominata da torri. Ed è così che Giusto de’ Menabuoi (1382), nell’affresco della basilica di Sant’Antonio, dipinge una veduta di Padova dove si possono distinguere, all’interno delle mura, i palazzi merlati, le torri e il Palazzo della Ragione.
La vita religiosa, economica e politica si organizzava solitamente intorno a tre piazze: |
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Nel Duecento il ruolo delle corporazioni crebbe con l’affermarsi di una facoltosa classe imprenditoriale e mercantile, la borghesia o “Terzo Stato” che diventerà protagonista della storia politica e sociale del Trecento determinando il corso della storia moderna. Il commercio dava impulso al capitale e diventando la ricchezza più mobile, gli individui cominciarono ad affrancarsi da una soggezione sociale distruggendo così il rigido sistema delle caste. La ricchezza non dipendeva più dai privilegi di nascita ma da abilità e qualità personali quali l’intelligenza, l’intraprendenza, l’intuito e spesso anche la spregiudicatezza. Dedicandosi al commercio e alla produzione di beni di lusso o tecnologicamente avanzati quali le armi, il “popolo grasso” riuscì a fronteggiare la forte crisi economica che investì la società quando le risorse agricole divennero insufficienti al sostentamento della popolazione con conseguenti carestie cui si aggiunse nel 1348 la peste. Questo ceto sociale, che si trovava compresso tra la grande nobiltà e il “popolo minuto” dei piccoli artigiani e dei salariati, favorì spesso l’ascesa alla signoria di una famiglia nobile per garantire la pace interna della città. Ciò avvenne a Padova con i Da Carrara, a Verona con gli Scaligeri, a Ferrara con gli Este, a Milano con i Visconti. L’Italia si frammentava così in tante corti mentre in Europa si consolidavano le grandi monarchie da cui prenderanno avvio gli Stati nazionali. |
San Giminiano |
- Nell’arte sacra che adottò un linguaggio più commosso e umano, universalmente comprensibile. Piante, animali e uomini cominciarono ad essere rappresentati con maggior naturalezza: fu Giotto l’innovatore del linguaggio.
- Nell’architettura che, prodotta da una società in evoluzione, modificò le sue forme diventando più dinamica, più ardita.
- Nelle cosiddette “arti minori”: oreficeria, miniatura, tessitura, pittura su tavola.
L’influsso della borghesia si manifestò
| Duomo di Milano, dal 1386 |
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Il Gotico, che dalla Francia aveva conquistato l’Europa, in Italia penetrò lentamente frenato dalla radicata tradizione romanica e dai linguaggi locali, e, pur affermandosi, non aderì mai completamente a quelle tensioni dinamiche e ascendenti proprie dell’architettura transalpina. Il monumento che maggiormente si avvicina agli esempi d’oltralpe è comunque il Duomo di Milano, per la costruzione del quale vennero chiamate appunto maestranze straniere. |
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Furono i nuovi ordini religiosi francescani e domenicani a diffondere lo stile gotico. La basilica di San Francesco, iniziata due anni dopo la morte del santo, è il primo edificio generalmente indicato come esempio di gotico italiano e la sua tipologia venne assunta dagli ordini come normativa per i numerosi edifici sacri eretti in varie parti d’Italia. La facciata, a parte il doppio portale cuspidato e l’ornatissimo rosone, ripropone il semplice schema delle chiese romaniche ed è affiancata da una massiccia torre campanaria. |
Basilica di San Francesco, 1228-1253
Nella chiesa superiore gli esili pilastri a fascio che sostengono le slanciate volte a crociera ogivali costolonate, evidenziano lo scheletro della struttura. L’ambiente, impreziosito dallo straordinario ciclo di affreschi dipinti da Giotto, è diffusamente illuminato da ampie vetrate. |
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Basilica di Sant’Antonio, 1238-1310
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La basilica di Sant’Antonio fonde armoniosamente linguaggi diversi: |
Basilica di San Marco, XII-XIV secolo
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Santa Sofia, VI secolo
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