VETRATE
Le vetrate, come le illustrazioni di un libro, insegnavano la dottrina al popolo analfabeta.
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Basilica di San Francesco
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Tecnica Il modello dell’opera veniva disegnato, come predisposto dal progetto del pittore, su una tavola sostituita nel tempo da materiali più leggeri quali la stoffa, la pergamena e infine il cartone. Su di esso si disponevano le lastre di vetro tagliate con punte di ferro incandescente che, a partire dal XV secolo, vennero sostituite da punte di diamante che permettevano incisioni più regolari. Dopo un montaggio provvisorio per controllare l’insieme si procedeva alla pittura dei singoli pezzi e con un colore scuro, la grisaille, si definivano i tratti dei volti, i particolari della figura, dei panneggi e degli altri elementi decorativi. Quindi si procedeva con un processo di ricottura che permetteva alla grisaille di aderire al vetro. A raffreddamento avvenuto si incastravano i pezzi in listelli di piombo saldati tra loro con lo stagno e, così riuniti, venivano inseriti nell’intelaiatura metallica definitiva. Agli inizi del XIV secolo con l’introduzione del giallo d’argento, un particolare colorante a base di ossidi metallici, si scoprì un nuovo modo per colorare. Questo, attraverso il processo di ricottura, origina una svariata gamma di gialli permettendo così di ottenere numerosi colori composti. In questo modo si riduceva sempre più il numero dei pezzi impiegati e si acuiva il senso pittorico. Grisaille – Ottenuta da polvere di vetro e da un additivo colorante - limatura di ferro o di rame – impastata con un legante – aceto o urina. |
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