Albrecht Dürer (1471-1528)

Considerato il massimo esponente della cultura umanistica tedesca, «Albrecht Dürer fa parte di quella categoria di artisti definibili “geni universali”, come Leonardo: artisti per i quali l’arte e la scienza – ottica, ingegneria, cosmografia – erano inscindibili nella ricerca della verità e della bellezza dinamica delle forme del creato. Il loro fine era la scoperta dei segreti delle “vere proporzioni”, dei meccanismi dei movimenti, delle leggi della prospettiva e l’indagine sulla possibilità di esprimere le passioni umane». (Fiore)

Il rapporto con l’Italia coinvolse profondamente tutta la vita artistica e intellettuale del poliedrico maestro: pittore, incisore e teorico d’arte. Dürer, durante i suoi soggiorni italiani, ebbe modo di conoscere i testi di Leon Battista Alberti, di Piero della Francesca, di Luca Pacioli.

Fortemente influenzato dagli studi di Leonardo concepì vari trattati nei quali confluirono le sue ricerche a carattere scientifico.
Nel Manuale di misurazione con riga e compasso (1525), che fu uno dei primi testi di geometria in lingua tedesca, Dürer afferma che questa è una scienza «senza la quale nessuno può essere o diventare un artista completo». (Livio 2007, p. 207)

Albrecht Dürer
Autoritratto con pelliccia, 1500
Monaco, Alte Pinakothek.

Io Albrecht Dürer di Norimberga, all’età di 28 anni, con colori eterni ho creato me stesso a mia immagine.


Albrecht Dürer
Costruzione del pentagono regolare, 1525

Il Manuale contiene:

  • la costruzione di varie curve, compresa la spirale logaritmica;
  • la costruzione di molti poligoni, compresi due metodi per il pentagono;
  • i solidi platonici, altri solidi e i primi sviluppi di poliedri;
  • la prospettiva e la teoria delle ombre.

A proposito di divina proporzione Dürer, giustapponendo sei pentagoni, formò un grande pentagono con cinque fori a forma di triangoli isosceli il cui rapporto lato/base è pari a φ. «Chiunque, credo, converrebbe che la configurazione così ottenuta è molto bella. Ma il piacere estetico che suscita nasconde un altro piacere, puramente matematico, che deriva dalla semplicità del soggiacente principio costruttivo». (Livio 2007, p. 100)

Il tema relativo alle proporzioni antropomorfe fu al centro delle sue indagini teorico-pratiche condotte con l’intento di ridurre la bellezza a canone, a proporzione, a numero.
Nei Quattro libri dell’umana proporzione (1528) Dürer sottolinea che la creatività è un dono di Dio, ma aggiunge «non proporti mai di potere o di volere fare qualche cosa migliore di quanto Iddio ha concesso di produrre alla natura da Lui creata».
Ispirandosi a Leonardo, studia le proporzioni del corpo umano in base al sesso, all’età, all’altezza, al movimento. E, pur formulando 26 diverse tipologie, è ben consapevole che il campionario non possa esaurire la ricchezza delle forme in quanto, come egli stesso ammette, «le regole teoriche non sono in grado di rendere giustizia all'infinita complessità della creazione di Dio».

Albrecht Dürer
Figura in scala, 1528

In questo disegno, rifacendosi al De statua di Alberti, applica il metodo frazionario combinato a quello aritmetico che tiene conto degli exempeda albertiani per cui l’altezza complessiva dell’uomo misura 7 volte la testa.

Nonostante l’impegno dell’artista, l’accurata serie di incisioni che illustrano il trattato risultano fredde, meccaniche: i corpi rappresentati sono più simili a manichini che ad esseri reali.

«Come i corpi di Villard de Honnecourt sono schematizzati nelle figure geometriche dei triangoli, anche quelli di Dürer sono associabili a figure geometriche, ma queste sono ormai diventate figure solide, tridimensionali, parallelepipedi e prismi deformati che, variamente assemblati, sembrano imprigionare, più che definire, il corpo umano fino ai limiti dell’astrazione geometrica». (Curti 2006, p. 112)

Albrecht Dürer
Diagramma longitudinale e veduta del tergo di un maschio adulto, 1528