San Giorgio Maggiore
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Di proprietà della Signoria, "l'isola dei cipressi", com'era denominata un tempo, vide sorgere nel X secolo un monastero benedettino che nel 1109, già arricchito di donazioni da papi e dogi, accolse le spoglie del protomartire Stefano, dando vita ad una tradizione, poi abbandonata, di trionfali processioni dogali nella notte di Natale.
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Chiesa di San Giorgio Maggiore, 1566-1611
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Planimetria. (S. Baldissini, 2008) |
Interno |
All’interno la luce illumina il nitore delle pareti, esaltando membrature, cornici, capitelli. Ma in origine si presentava con una sorprendente bicromia: alcune parti in muratura erano dipinte di rosso a sottolineare il contrasto con gli elementi in pietra bianca. Fu nel 1652 che l’architetto Baldassarre Longhena, seguendo la volontà del priore, dispose di “bianchizar”.
Disegno della chiesa con i colori originali. (S. Baldissini, 2008) |
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Per il refettorio, già in parte costruito, Palladio realizzò (1560) un edificio ispirato alle antiche terme romane; creò una sequenza di tre spazi, diversificati per forma, altezza e copertura.
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Sezione longitudinale del refettorio. (S. Mazzoleni, 1969) |
Paolo Veronese
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Dal 2007 una replica meccanico-artigianale, realizzata da Adam Lowe, restituisce idealmente il dipinto allo spazio originario. L'opera è stata riprodotta, del tutto identica all’originale, con un sofisticato sistema di scansione e di fotoriproduzione su materiale plastico. |