Lotus: Zaha Hadid Architects
I progetti di Zaha Hadid Architects si caratterizzano per la curvilineità complessa e dinamica.
Zaha Hadid e Patrik Schumacher, nella presentazione al proprio lavoro, affermano: «Nell’architettura è insita la capacità di sedurre, di attirare l’attenzione e di sottrarsi di continuo alla comprensione/definizione.
[…] La sala Lotus seduce attraverso le sue pieghe dal ritmo ondulato, le sue esclusioni, la sua riconfigurabilità e la sua capacità di restare al di fuori delle categorie. […]
Gli arredi e l’architettura si sono integrati sviluppando una mobilità reciproca via via che le varie parti vengono sprigionate dalla loro configurazione compatta per rivelare una scrivania/schermo mobile con sedia incorporata, un letto, scaffali, un armadio scorrevole/divisorio e un tavolo. Con l’espansione di questo involucro compatto si rendono possibili maggiori ipotesi abitative.
[…] I momenti di interiorità ed esteriorità sono ripiegati simultaneamente nel tessuto della sala via via che questa si espande e si rincapsula. […]
Lo spazio oscilla tra un ordine che svela e uno che nasconde». (Betsky 2008, p. 90))
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