Platone (427-347 a.C.)
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«Sebbene Platone non abbia dato personalmente alcun notevole contributo specifico alla matematica dal punto di vista strettamente tecnico, fu nondimeno il centro dell’attività matematica di quel tempo e guidò e ispirò il suo sviluppo». (Boyer 2007, p. 100) «Sintetizzò il suo pensiero in due motti: “Ingresso riservato ai geometri”, posto alla porta dell’Accademia Platonica di Atene [fondata nel 387 ca.], e “Dio geometrizza sempre”, attribuitogli da Plutarco. Rispetto al “tutto è numero” di Pitagora, si notano due cose: da un lato, la matematica rimane al centro della spiegazione del mondo e del pensiero; dall’altro lato, l’aritmetica viene però sostituita dalla geometria. E il motivo è ovvio la crisi degli irrazionali aveva mostrato che i numeri non potevano essere la misura di tutte le cose, ma restava la possibilità che lo potessero essere i segmenti, o più in generale le figure». (Odifreddi 2004, p. 57)
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Ritratto di Platone
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I pitagorici avevano già anticipato una geometrizzazione della matematica, attribuendo delle forme ai numeri: triangolare, quadrata, pentagonale, ma anche cubica, tetraedrica, piramidale.
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Accademia di Platone, 110-90 a.C.
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«L’associazione può sembrare balzana, ma non è diversa in spirito da quello che effettua la chimica moderna, assegnando alle molecole strutture geometriche che, attraverso le reazioni chimiche, si scompongono e si ricompongono in maniera non dissimile da quella anticipata dal Timeo. Addirittura, Platone esemplifica la cosa scomponendo i venti triangoli che compongono i due ottaedri e un tetraedro, e ricomponendoli in un icosaedro. Ovvero ritiene che l’acqua si possa considerare come composta da due parti di aria e una di fuoco: il che anticipa in maniera sorprendente, benché per un puro colpo di fortuna, la formula dell’acqua (H2O)». (Odifreddi 2004, pp. 58, 59)
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- L’universo, sinonimo di perfezione, è dato dalla proporzione delle parti (terra, fuoco, aria, acqua);
- la materia, composta da particelle geometriche invisibili, per rispondere all’idea di bellezza deve presentare una distribuzione proporzionale degli elementi costitutivi.
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La Proporzione è quindi specchio della Verità, dell’Ordine e dell’Armonia cosmica.
I solidi platonici, che hanno catturato l’attenzione degli intellettuali anche nei secoli successivi, presentano affascinanti proprietà matematiche riconducibili al rapporto aureo. Ad esempio un dodecaedro con lato unitario ha una superficie complessiva pari a 15φ √3 - φ e un volume pari 5φ3/(6 - 2φ). In modo simile un icosaedro di lato unitario ha un volume uguale a 5φ5/6. |
I solidi platonici nell’interpretazione di Keplero |
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Platone, sia nella Republica che nelle Leggi, riconosce alla matematica un ruolo educativo oltre che conoscitivo e ritiene debba essere studiata per dieci anni, insieme ad astronomia, musica e logica. Forse si deve alle sue considerazioni la distinzione che nella Grecia antica veniva fatta tra:
L’aritmetica presenta una sostanziale affinità con il pensiero etico e nel Protagora Platone si chiede: “A cosa mai si riduce, infatti, una vita giusta se non all’arte della misura? Cioè, al saper scegliere correttamente tra il piacere e il dolore, fra l’eccesso e il difetto, fra il grande e il piccolo, fra il maggiore e il minore, fra il positivo e il negativo? E quale mai sarebbe la vera arte della misura, se non l’aritmetica?”. (Odifreddi 2004, p. 64) |
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Sviluppi. |