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Il santuario, che nella sua simbolica magnificenza si affaccia sull'ampio canale della Giudecca, fu commissionato a Palladio dalla Repubblica come ex voto per la spaventosa pestilenza del 1576 e destinato ad accogliere il pellegrinaggio celebrativo dei veneziani.
La geometria della facciata, che con un calibrato senso delle proporzioni corrisponde alla distribuzione interna, è rielaborata in forme classiche come le tante ville venete costruite dall'architetto.
Su un alto stilobate poggiano le colonne che nella sezione centrale, corrispondente alla navata, delineano il fronte di un tempio concluso dal timpano triangolare. Le ali laterali, corrispondenti alle cappelle, sono poste in secondo piano e racchiuse dai doppi pilastri angolari e dalle porzioni di timpano. Su tutto domina l'imponente cupola affiancata dai due campaniletti.
È stato osservato che, vista frontalmente, la chiesa appare come un edificio a pianta centrale i cui elementi – portico, piano attico e cupola – rimandano al Pantheon.
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Andrea Palladio
Chiesa del Redentore, 1577-1592
Venezia, Giudecca.
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Planimetria. (S. Baldissini, 2008)
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