VitruvioIl concetto di proporzione, fondamentale per Policleto, interessò anche gli architetti Greci che furono i primi ad elaborare un canone basato su leggi matematiche da applicare ai tre diversi ordini architettonici: dorico, ionico, corinzio. Le variazioni dei rapporti proporzionali stabiliti dal canone si traducevano in effetti di maggiore o minore leggerezza. Canone e ordini furono tramandati da Vitruvio, architetto e trattatista romano del I secolo a.C., che nel De Architectura scrive: «La composizione dipende dalla simmetria, le cui leggi gli architetti dovrebbero rigidamente osservare. La simmetria è creata dalle proporzioni […] noi definiamo le proporzioni di un edificio per mezzo di calcoli relativi sia alle sue parti sia al tutto, conformemente a un modello stabilito». Vitruvio, nel manoscritto andato perduto e del quale se ne conoscono 55 copie successive, identifica nel diametro di base della colonna, l’unità di misura dei templi greci e sostiene che la facciata a quattro o a sei colonne doveva essere pari a 27 moduli. Lo schema sottostante illustra le variazioni dell’architrave in rapporto alle diverse altezze della colonna: un accorgimento studiato per controbilanciare alcuni effetti deformanti della percezione. |
Ordine dorico, ionico, corinzio |
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Immagini tratte da Bertelli, Briganti, Giuliano 1988, VOL. I, pp. 154, 155. |
E, riprendendo il pensiero filosofico greco, Vitruvio propone come modello costruttivo il corpo umano dalle fattezze ideali: «Se distendiamo un uomo sul dorso con braccia e gambe allargate e disegnamo un cerchio avente per centro l’ombelico, la circonferenza del cerchio toccherà la punta delle dita delle mani e dei piedi. […] Pertanto se così la natura compose il corpo dell’uomo che nelle proporzioni le membra rispondano alla figura generale, sembra che gli antichi con ragione abbiano disposto che anche nelle realizzazioni di impianti questi presentino la perfezione per “simmetria” delle singole membrature rispetto alla configurazione complessiva della figura». (Bertelli, Briganti, Giuliano 1988, p. 174)
Cesariano
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Andrea Palladio
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Vitruvio conferisce alla colonna caratteri antropomorfici, paragonandola anche alle diverse divinità:
L’associazione alle fattezze maschili e femminili verrà ripresa nel Rinascimento da Francesco di Giorgio (1439-1501) non solo per gli ordini architettonici, ma anche per le piante degli edifici. |
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Francesco di Giorgio
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Vitruvio nel suo brano sulle virtù dell’architetto - che deve sapere di matematica, geometria, geografia, storia, musica, ma anche letteratura, medicina… - afferma: «Ma forse nei profani susciterà stupore che le facoltà naturali di un uomo riescano ad apprendere e a ricordare un numero così grande di insegnamenti. Quando però porranno attenzione al fatto che tutti i campi di sapere sono fra loro connessi e comunicanti, potranno facilmente credere che ciò è possibile. […] Ecco perché quanti fin dai teneri anni ricevono un’istruzione nei vari campi di sapere riconoscono i tratti comuni a tutto ciò che studiano e le relazioni reciproche fra tutte le discipline, e per questo apprendono tutto più facilmente». (Barbieri 2008, p. 43) |
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Francesco di Giorgio
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