«Come si deve figurare una battaglia»
Leonardo trasferisce nei disegni, con straordinaria sicurezza grafica, i concetti espressi nel cosiddetto Trattato della pittura.
|
In questo piccolo foglio si distinguono quattro gruppi di guerrieri in lotta. Nella parte superiore vediamo due cavalieri che cercano di infilzare con la lancia il soldato caduto a terra, e alla loro sinistra una mischia di fanti.
|
|
Due mischie fra cavalieri e pedoni, 1503-04 ca.
|
|
Questo foglio mostra, nella parte superiore, una prima idea elaborata per il gruppo dello stendardo e sviluppata poi nel disegno n. 216. Qui due opposte masse si scontrano, creando un movimento vorticoso e caotico sottolineato dal forte contrasto chiaroscurale del segno tracciato con rapida sicurezza: «I combattitori, tanto più saranno infra la turbolenza, tanto meno si vedranno e meno differenza sarà da loro lumi alle loro ombre» scrive Leonardo. Il movimento caratterizza anche i disegni della parte inferiore, volutamente privi di ombreggiature proprio per evidenziare le torsioni, gli sforzi, gli affondi di quei corpi nudi che impugnano strumenti non chiaramente definibili ma riconducibili ad azioni belliche. |
|
Mischia di combattenti a cavallo, studio di movimenti umani, 1503-04 ca.
|
|
«La prima idea per la composizione, espressa nel foglio n. 215, è trasformata in una struttura più compatta. Al posto della combinazione stendardo e lance viene sostituita l’asta dello stendardo, l’oggetto della “bestialissima” contesa, che diviene quasi l’asse orizzontale della scena. La precedente versione presenta solo uomini a cavallo, in questa sono stati aggiunti due fanti che chiudono il gruppo obliquamente. A destra due uomini accovacciati stanno iniziando un duello individuale. Più a sinistra, quasi al centro, appare un soldato di schiena, ripetuto più in basso in scala maggiore. Nella redazione finale Leonardo sostituirà questa figura con due uomini che lottano disperatamente sul terreno, studiati nel foglio n. 214» (ibidem, p. 264). |
|
Lotta per lo stendardo presso il ponte e due fanti, 1503-04 ca.
|
Studio per due uomini in lotta, 1505 ca.
|
Il foglio presenta il medesimo schizzo ripetuto tre volte, e più scuro risulta quello centrale per la sovrapposizione di pentimenti tracciati a inchiostro. I due uomini che, in un complicato sistema di contorsioni, lottano con feroce determinazione sono gli stessi che compaiono tra i due cavalli in primo piano nella Tavola Doria e in tutte le altre copie.
|