INTRODUZIONE: fisica del punto materiale
Si definisce punto materiale, in fisica, un corpo le cui dimensioni siano trascurabili rispetto al fenomeno in studio. Ad esempio un pianeta può essere considerato un punto materiale in un problema di meccanica celeste, un atomo in un problema di meccanica statistica e così via.
In generale un punto materiale è solamente caratterizzato dalle tre coordinate spaziali, dalle relative velocità e dalla sua massa. Ciò significa che la schematizzazione di un corpo come punto materiale equivale a trascurare l'esistenza dei suoi gradi di libertà interni: un punto materiale non può immagazzinare energia ruotando su se stesso, scaldandosi o comprimendosi elasticamente.
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PREMESSA: formule baseVelocità periferica (tangenziale) del moto circolare uniforme: v = 2πr / T = 2πrf
RAPPORTO DI TRASMISSIONEIndicando con nc il numero di denti della corona e con np il numero di denti del pignone, il rapporto di trasmissione τ è così definito:
Per esempio se il numero di denti della corona fosse 24 e il pignone avesse 12 denti, il rapporto di trasmissione sarebbe uguale a 2, quindi la frequenza del pignone sarebbe 2 volte quella della corona (2 giri della ruota posteriore per ogni giro di pedale).
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Jean Metzinger
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SVILUPPO
Indicando con r il raggio della ruota posteriore, la sua velocità periferica v è data dalla relazione:
v = 2 πr fp = 2 πr fc τ
Si può calcolare lo spazio percorso dal bordo della ruota per ogni giro completo di pedale:
s = v Tc = 2 πr fc Tc τ
essendo fcTc= 1 si ottiene s = 2 πr τ
FORZA MOTRICE
La forza motrice da cui dipende il momento motore viene applicata attraverso il sistema
pedale-corona che costituisce una leva vantaggiosa: la forza viene amplificata in funzione della lunghezza della pedivella.
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FORZE RESISTENTILa forza Fr trasmessa al punto di contatto della ruota posteriore con la strada è legata al momento resistente dalla relazione:
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Mario Sironi
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BILANCIO ENERGETICO
Parte dell’energia meccanica trasferita sui pedali dal ciclista viene trasformata in calore attraverso tutte le resistenze passive, mentre la parte “utile” diventerà energia cinetica della bicicletta. Il moto su una direzione non orizzontale implica che parte dell’energia impressa sui pedali, anziché ritrasformarsi in energia cinetica, vada ad incrementare l’energia potenziale gravitazionale se il ciclista è in salita. In discesa, invece, l’energia potenziale gravitazionale si trasforma in energia cinetica, favorendo il ciclista.
Esercizio proposto:
Se la bicicletta si muove con una velocità di 20 km/h e il raggio della ruota posteriore misura 32 cm, qual è la sua frequenza di rotazione?
Materiale tratto dal seguente sito
La fisica della leva
La fisica della bicicletta