Studi di volti per il Cenacolo

«Le figure degli apostoli dipinte nel Cenacolo non sono ritratti realistici in senso moderno. Leonardo non si limita a studiare modelli reali, ma realizza una ricerca scientifica sulle ragioni anatomo-fisiognomiche dei tipi ritratti. In particolare l’affermazione di Leonardo «Quando fai la tua figura, pensa bene chi ella è e quello che tu vuoi che ella facci» allude a due aspetti distinti: l’ethos o carattere permanente e dominante di un individuo (chi ella è) e le sue emozioni passeggere e occasionali o pathos (quello che tu vuoi che ella facci). Leonardo definisce spesso quest’ultimo ambito (pathos) come moti mentali. Il Cenacolo nasce dalla composizione di questi due aspetti: quello stabile (lo studio fisiognomico del carattere permanente di ogni apostolo) e quello dinamico (i moti mentali o reazioni emotive occasionali) Ogni apostolo reagisce a un evento occasionale (l’annunzio del tradimento) in modo particolare, secondo il suo carattere individuale. L’orchestrazione di queste singole reazioni emotive in una immagine drammatica di grande unità è l’aspetto più affascinante dell’opera. […] Nel definire il carattere e la personale reazione emotiva, Leonardo ha certamente tenuto conto della tradizione agiografica relativa alla personalità degli apostoli. Su questa base ha poi intessuto la sua personale ricerca» (Laurenza 2006).

Studio per l’apostolo Giacomo Maggiore (nel Cenacolo) e schizzi di architettura, 1495 ca.
Windsor, Royal Library
RL 12552.

«Uno dei primi e più intensi studi per il Cenacolo è un disegno conservato a Vienna (1490 circa). La delineazione ferma della volta cranica, la sua altezza, la sua forma, persino lo scorcio particolare di tre quarti ricordano molto da vicino uno degli studi cranici. La figura è insomma costruita «a partire dall’interno»; mentre la delinea Leonardo dà molta importanza alla particolare forma cranica, cui attribuisce, come visto, implicazioni psichiche. […] Ma come sappiamo, accanto a questo versante di studio fisiognomico cranico e morfologico, ne esiste uno più fluido, basato sulla complessione più o meno sanguigna e «spirituosa».

Studio di cranio, 1489
Windsor, Royal Library.

Prima idea per la figura dell’apostolo Pietro, 1490 ca.
Vienna, Albertina
n. 17614.

Nello studio preparatorio per l’apostolo Simone, noto attraverso copie, una vena attraversa la fronte. Tuttavia, in questo ambito fluido e complessionale, il principale segno fisiognomico e artistico era il colore. Date le vicende del Cenacolo, è vano cercarne traccia nell’opera […ma] possiamo trovarla nei disegni: lo sbattimento d’ombre sul volto dell’apostolo di Vienna o dell’apostolo Giacomo maggiore rendono con mezzo grafico quelle che nel dipinto sarebbero state vampate di rossore o aree di improvviso pallore indotte da turbamento emotivo» (Laurenza 1999).

Studio per l’apostolo Simone, 1505 ca.
Windsor, Royal Library
RL 12549.

   

Studio per l’apostolo Filippo
Windsor, Royal Library
RL 12551.

Studio per Giuda, 1495 ca.
Windsor, Royal Library
RL 12547.

   

Studio per l’apostolo Bartolomeo, 1495 ca.
Windsor, Royal Library
RL 12548.