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AustriaVienna 1898. A Karlsplatz si inaugurano due edifici dal ”sapore nuovo”:
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Gustav Klimt
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Otto Wagner
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Josef Maria Olbrich
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Come nell’architettura così nel design, Otto Wagner tende a sottolineare i principi costruttivi convinto che l'espressione formale di un mobile o di un oggetto utilitario derivi dalla funzione e dal materiale impiegato. Scomparsa ogni tipo di ornamentazione superflua, questo elegante armadio da ufficio esibisce con franchezza i materiali e le tecniche dell'industria. |
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Otto Wagner
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Josef Hoffmann anticipò il Movimento Moderno, sostituendo al leitmotiv curvilineo dell’Art nouveau le forme geometriche rettilinee.
Josef Hoffmann
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Charles Rennie Mackintosh
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Josef Hoffmann
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La predilezione per la forma quadrata - che applicherà ad infissi, pavimenti, sedie – nasce dopo l’incontro con l’eleganza progettuale di Mackintosh e della scuola di Glasgow. Opera d’arte totale è Palazzo Stoclet, capolavoro di marca viennese in terra belga. Esempio di dimora privata e galleria, in cui la misurata geometria ricorre anche negli spazi interni, dove le decorazioni di Gustav Klimt fanno da prezioso contrappunto. |
Josef Hoffmann
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Interno. |
Gustav Klimt
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Klimt e Hoffmann ai Giardini della Biennale Nel 1910 la Biennale dedicò a Klimt una sala personale, contrapposta a quella di Renoir. Tra i ventidue dipinti esposti vi erano Le tre età della donna e Giuditta II noto anche con il titolo di Salomè.
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Sala allestita con le opere di Klimt, 1910
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Gustav Klimt
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Gustav Klimt
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L’esuberanza decorativa dell’artista - che fa ampio uso dell’oro, del mosaico e delle figure bidimensionali – piacque molto ad alcuni giovani pittori che ne rimasero folgorati, basta citare Galileo Chini e il muranese Vittorio Zecchin che nel 1914 realizzò il ciclo pittorico Le Mille e una notte per l'Hotel Terminus di Venezia.
Vittorio Zecchin
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Vittorio Zecchin
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Il padiglione dell’Austria, inaugurato nel 1934, conclude la carriera costruttiva di Hoffmann che lascia «in ideale eredità alla Biennale e alla città una testimonianza preziosa – secondo le parole di Zevi – della prima generazione del movimento moderno». (Mulazzani 2009, p. 78)
Joesf Hoffmann
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Interno. |
Osserva
Sicuramente di ispirazione viennese è il ricco apparato decorativo dell’ampio portale che introduce al padiglione ungherese, inaugurato nel 1909 alla Biennale. L’edificio ha subito varie ristrutturazioni, mantenendo però intatto l’aulico ingresso.
Agóst Benkhard
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Géza Maróti
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Géza Maróti
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