Cima da Conegliano
San Giovanni Battista tra santi, 1493-95
olio su tavola, 205 x 305 cm
Venezia, Madonna dell’Orto.

Il committente

Leonardo e Pietro Saraceno dal Zio, soci nel commercio di spezie con l’Oriente, commissionarono l’opera.

La composizione

La scena, una sorta di «sacra conversazione», è ambientata tra le rovine di un’imponente architettura e i medaglioni, che ornano le cupole infrante, raffigurano i Vizi del mondo pagano - Idolatria, Lussuria, Violenza e forse Superbia - destinati a scomparire con l’imminente avvento di Cristo.
Giovanni Battista, posto al centro su un piedistallo di pietra, è attorniato dai santi mentre rivolge assorto lo sguardo verso il cielo.
La luce, proveniente dalla finestra della facciata, inonda i personaggi rafforzando la tersa atmosfera dipinta.
Sullo sfondo del paesaggio collinare si delinea un castello ai cui piedi è certamente rappresentata la Basilica del Santo di Padova, forse richiamo alle origine patavine della famiglia committente.


L’opera

La pala - tuttora collocata sul primo altare a destra entro una cornice in pietra i cui motivi decorativi riecheggiano nel dipinto - presenta una novità per l’epoca: viene abbandonata la simmetria della prospettiva centrale e il punto di fuga, spostato a sinistra, permette di dilatare lo spazio seguendo la direzione visuale dello spettatore che entra in chiesa.




Particolare: basilica di Sant'Antonio a Padova.


Simbologia

  • La quercia dalle rade foglie, che si staglia sullo sfondo dietro a Battista, rimanda alle sue parole: «Ogni albero che non dà buon frutto sarà tagliato e gettato al fuoco» (Matteo, 3,10).
  • L’edera, dallo stelo sottile e dai rigogliosi germogli, allude all’avvento di Cristo che, pur arrivando da umile uomo, sarà rigoglioso nella sua essenza divina.
  • Il fico allude al peccato da cui Cristo libera l’uomo con il suo sacrificio.
  • La piantina di fragola in primo piano, come la viola, è simbolo di modestia e umiltà. Entrambe presenti nella Madonna dell'arancio
  • «E su tutto il gufo espressione, nella tradizione classica, delle tenebre, dell’infedele abituato all’errore, accecato dalla luce della verità». (Villa 2010, p. 9)

Iconografia

  • San Giovanni Battista, precursore di Cristo, visse come eremita predicando la penitenza e battezzando presso il fiume Giordano dove anche Cristo si presentò per ricevere il battesimo. Nell’iconografia il bastone dell’eremita è a forma di croce.

A sinistra

  • San Pietro, scelto da Cristo come fondatore della Chiesa di cui fu il primo papa, è riconoscibile per i capelli corti e ricci, la barba corta e crespa e i tratti segnati. Volgendo lo sguardo verso l’esterno, tiene tra le mani il libro chiuso a sottolineare il già acquisito bagaglio di saggezza che gli ha permesso di ricevere le chiavi “del Cielo”.
  • San Marco tiene il suo Vangelo che inizia con la figura del Battista nel deserto.

A destra

  • San Gerolamo, revisore della traduzione della Bibbia dai testi greci, indossa l’abito cardinalizio.
  • San Paolo, persecutore dei cristiani, sulla via di Damasco ebbe una visione che lo portò alla conversione. Riconoscibile per i capelli radi e la lunga barba nera, porta un libro quale riferimento alle sue lettere scritte alle prime comunità cristiane, inoltre impugna la spada con cui venne decapitato.