Alfred Hitchcock, La finestra sul cortile (1954)

Con James Stewart, Grace Kelly, Thelma Ritter, Raymond Burr

Al fotoreporter L.B. Jefferies (Stewart) manca solo un'ultima settimana di convivenza con un'ingessatura alla gamba sinistra prima di poter tornare ai reportage d'assalto.
Una settimana di una calda estate durante la quale, oltre alle cure dell'infermiera Stella (Ritter) e alle attenzioni della bellissima compagna Lisa Freemont (Kelly), Jefferies passa il tempo affacciato alla finestra del suo appartamento a scrutare le abitudini dei vicini di casa. Fra questi, c'è una coppia di sposi novelli, una giovane e graziosa ballerina, un pianista tormentato dal fallimento, una coppia di coniugi con cane che dormono all'aperto, una donna affranta dalla solitudine e, soprattutto, un tranquillo uomo di mezza età che si prende cura della moglie malata. Quando questa improvvisamente scompare, Jefferies comincia a spiare sempre più ossessivamente i comportamenti dell'uomo, convinto che in quell'appartamento sia avvenuto un omicidio...


Un condominio crocevia di storie

Hitchcock si ispirò, per la realizzazione di questo film, ad una novella di Cornell Woolrich, Rear Window (1942).
«Il racconto originale trattava unicamente la storia del fotoreporter obbligato ad una forzata immobilità e la scoperta di un omicidio, nell'appartamento dirimpetto. Non vi erano tracce degli altri personaggi che compaiono nel film. Hitchcock collaborò strettamente con John Michael Hayes alla stesura della sceneggiatura. I due, lavorando gomito a gomito, inserirono tutte le altre figure: Lisa - la fidanzata di Jefferies -, Stella l'infermiera, Miss Torse la ballerina, la coppia col cagnolino, il compositore di pianoforte, la coppia di novelli sposi, miss "Cuore Solitario". Un intero universo di personaggi da far ruotare attorno alla storia principale, quella che si svolge sull'asse Jefferies-Thorwald, ed in un unico luogo: il condominio ed il cortile che ne è al centro.
Nel film la macchina da presa è praticamente sempre posta nella stanza di Jefferies: da lì riprende la vita attorno al cortile e da lì ci mostra ciò che accade dentro l'appartamento stesso».
(Francesco Gallo, Gli occhi di un condominio: il film, www.movieplayer.it)


La finestra: uno sguardo su un mondo

«L'incipit del film contiene tutti i prodromi di quella che sarà la storia. I titoli di testa scorrono in sovrimpressione sull'immagine della finestra tripartita dalla quale James Stewart osserverà la vita attorno al cortile. Una ad una, le tendine che sbarrano la vista si alzano, fino al completamento dei titoli di testa, dopodiché la macchina da presa avanza e ci mostra i cortile. Ha inizio una panoramica che parte dalla stanza di Jefferies e ci mostra il cortile e gli appartamenti attorno ad esso, introducendo una prima volta tutti i personaggi che abitano il condominio, per poi ritornare sul volto sudato di James Stewart, che dorme dando le spalle al cortile, sino a mostrarci gli oggetti da lavoro del protagonista - macchine fotografiche e flash di vario tipo - un primo segno connotativo del personaggio che ci apprestiamo a conoscere. Non credo sia un'esagerazione affermare che il vero protagonista del film è il cortile, centro vorticoso della storia».
(Francesco Gallo, Gli occhi di un condominio: il film, www.movieplayer.it)


La moltiplicazione dei luoghi narrativi: un film sul cinema

La finestra sul cortile ci appare un film sul cinema e sullo spettatore per una serie di motivi: «perché noi spettatori guardiamo il film proiettato su di uno schermo (finestra), immersi nel buio della sala; perché James Stewart guarda (spia) storie inquadrate da finestre illuminate, nel buio della sua stanza; perché il binocolo ed il teleobiettivo che usa sono altrettante finestre (ellittiche, ma pur sempre finestre) che proiettano storie. Una serie infinita di campi e fuoricampo, una serie di quadri posti l'uno dentro l'altro, come una parete di televisori accesi. Siamo tutt'occhi. Guardiamo, non possiamo sottrarci.
Hitchcock riempie il film di svariati micro film: ce n'è uno, per esempio, che narra di una coppietta di sposini che fa sesso ininterrottamente dietro il velo di una tenda abbassata, un altro che ci mostra una coppia senza figli, affezionata in modo profondo ad un cagnolino, che è solita dormire sul balcone per evitare il caldo, un altro ancora che parla di una ballerina molto estroversa e ammaliante, di un pianista che da feste piene di donne, di una donna sempre sola che cerca l'amore. Tanti film, messi sullo stesso piano, quello della vita quotidiana. E tra questi, i due film principali: la storia d'amore tra James Stewart e Grace Kelly e la storia dell'omicidio, che ricompatta tutte la altre attorno ad un centro: il cortile».
(Francesco Gallo, Siamo tutti voyeurs, www.movieplayer.it)