Italia

Il Liberty si sviluppò solo nei primi anni del ‘900 in quanto «la situazione socio-economica e politica italiana era tra le più difficili nell’Europa del momento, sia per il travaglio di dover comporre in “unità” nazionale espressioni tradizionalmente diverse […] sia anche perché l’Italia, sia pure con dislivelli di regione in regione, era tra le nazioni meno sviluppate industrialmente in Europa». (Masini 1978, p. 317)

In molti casi, l’architettura liberty non si sottrae all’eclettismo, rivelandosi spesso depauperata degli aspetti di avanguardia.

Ulisse Stacchini
Stazione centrale, terminata nel 1931
Milano.


Nonostante ciò non mancano personalità di rilievo a cui si devono interessanti interpretazioni del nuovo linguaggio.

Giuseppe Sommaruga
Palazzo Castiglioni, 1900-03
Milano.

   

Gaetano Moretti
Centrale elettrica, 1906
Trezzo d’Adda.


Pietro Fenoglio
Casa Fenoglio, 1902
Torino.

            

Gino Coppedè
Villino del quartiere Coppedè, 1913
Roma.


Ernesto Basile
Villino Florio, 1900-02
Palermo.

       

Ettore De Maria Bergler
Decorazione, 1899-1900
Palermo, Villa Igea.


Raimondo D’Aronco
Padiglione per l’Esposizione di Torino, 1902.

   

Duilio Torres
Casone di Caccia a Valle Zappa, 1923-24
Venezia.


Il campo delle arti decorative fu quello in cui il liberty raggiunse gli esiti più originali al punto che nel 1903 vennero ammesse alla Biennale veneziana: il tempio dell’ufficialità.

Vittorio Zecchin
Coppa, 1919
Gardone, Vittoriale degli Italiani.

          

Vittorio Zecchin
Lastrina di tessuto murrino, 1914
Collezione privata.


Di particolare rilievo è l’opera di Galileo Chini di cui si annoverano le decorazioni pittoriche eseguite nel 1907 per una sala della Biennale, succedute nel 1909 dagli affreschi per la cupola, raffiguranti i periodi più importanti della civiltà dell’arte.

Di influenza klimtiana sono i diciotto pannelli prodotti, sempre per la Biennale, nel 1914 il cui tema è la Primavera. Qui l’artista perviene a esiti quasi astratti: in una profusione cromatica di fiori e frutta, triangoli e cerchi, varie figure femminili circondate da ghirlande sorgono come dee a celebrare la Primavera che eternamente si rinnova.

Guido Cirilli
Facciata del Palazzo delle Esposizioni, 1914
XI Biennale di Venezia.


Galileo Chini
L’età dell’oro, 1909
Palazzo delle esposizioni ai Giardini della Biennale.

                           

Galileo Chini
La Primavera, 1914
Palazzo delle esposizioni ai Giardini della Biennale.


Galileo Chini
Affresco nelle Terme Berzieri, 1922
Salsomaggiore.

                     

Galileo Chini
La Primavera classica, 1914
Montecatini Terme, Accademia Scalabrino.



Manifesto della VII Biennale, 1907.

     


Manifesto della XI Biennale, 1914


Cinema e arte

Il cinema ai suoi esordi, dovendo trovare un linguaggio personale, una propria fisionomia, ricorre alle altre arti - letteratura, musica - ma è soprattutto la pittura a nutrire le immagini in movimento.

John William Godward
La favorita, 1901.

     

Giulio Aristide Sartorio
Fotogramma da Il mistero di Galatea, 1918.


John William Godward
La toeletta.

     

Diva del muto.

La pittura influenza persino gli atteggiamenti, esagerati nei gesti e nelle espressioni, delle dive del muto.