Movimento Moderno
Durante il secondo decennio del XX secolo, nell’immediato primo dopoguerra, in architettura si delineano alcuni principi che costituiscono il patrimonio comune di un movimento innovatore chiamato, a seconda dei paesi, Funzionalismo, Razionalismo, Movimento moderno.
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Il luogo in cui vengono elaborate le nuove idee è il Bauhaus, la scuola fondata dall’architetto Walter Gropius che già nel 1911 ne aveva sperimentato le soluzioni in un edificio industriale: le officine Fagus. Confrontate con la fabbrica di turbine AEG di Behrens, queste evidenziano la riduzione della parte in muratura a favore delle parti vetrate. «Se le nostre case saranno tutte di cristallo, teorizzavano utopisticamente i Razionalisti tedeschi, anche i nostri comportamenti al loro interno dovranno essere perfettamente giusti e trasparenti. E in fabbriche di cristallo non potrà essere possibile lo sfruttamento dei lavoratori, così come nelle scuole di cristallo il sapere sarà impartito in modo leale e democratico, senza prevaricazioni né preconcetti». (Cricco, Di Teodoro 2000, pp. 761, 762) |
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Walter Gropius
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L’architettura della “riduzione“ Ludwig Mies van der Rohe, direttore del Bauhaus dal 1930, progettò il Padiglione tedesco per L’Esposizione universale di Barcellona del 1929.
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La ricostruzione, avvenuta nel 1986 in occasione del centenario della nascita dell’architetto, ci ha restituito uno degli esempi più significativi dell’architettura razionalista.
«L’edificio è una sublimazione della luce, con grandi vetrate, spazi aperti e teatrali, colonne sottili e tecniche, nonché un’attenzione particolare agli esterni che erano una curiosa e anticipatrice visione del rapporto fra aria, luce, acqua e terra che sarà cifra dell’architettura moderna. I pochi mobili previsti all’interno erano la conseguenza naturale dell’impostazione ideologica dell’intero progetto». (Daverio 2009, pp. 61, 62)
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L’architetto abbandonò la Germania nel 1937, l’anno in cui il Reich hitleriano organizzò la mostra dedicata all’arte “degenerata”, alla quale di certo egli apparteneva.
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Osserva Il padiglione dei Paesi Nordici alla Biennale è opera dell’architetto Sverre Fehn - uno dei padri del Movimento moderno in Norvegia – che molto ha imparato da Mies van der Rohe.
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Sverre Fehn
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