Art Nouveau

Difficilmente identificabile con un movimento preciso, l’Art Nouveau - cosiddetta in Belgio e Francia - si diffonde in tutti i paesi europei dal 1885, assumendo denominazioni e specificità diverse: Modernismo in Spagna, Modern Style in Inghilterra, Jugendstil in Germania, Sezession in Austria, Liberty in Italia.

Lo “stile nuovo” è la risposta europea all’eclettismo architettonico e trova una matrice comune nell’alleanza arte-industria.

  • Uso della linea sia geometrica - controllata e razionale - sia curva - ispirata al mondo animale e vegetale.
  • Uso nuovo e funzionale del ferro e delle ghise: le strutture stesse diventano decorazione.
  • Binomio bellezza-utilità.
  • Integrazione di tutte le arti - pittura, architettura, design – superando la differenza tra “arti maggiori” e “arti minori”.

Hermann Obrist
La frustata, 1895.


«È un fenomeno tipicamente urbano, che nasce nelle capitali e si diffonde in provincia [come…] una vera e propria moda: nel senso e con tutta l’importanza che la moda assume in una società industriale. […] Penetra in tutti gli strati della società borghese [e investe tutti i settori]: l’alta borghesia detiene gli archetipi, lavorati da artisti e artigiani di classe in materiali nobili; la media e piccola borghesia consumano prodotti dello stesso tipo, ma banalizzati dai procedimenti ripetitivi della produzione industriale e dalla qualità inferiore dei materiali. […] L’Art Nouveau, come stile “moderno” corrisponde così a quello che, nella storia dello sviluppo industriale, si chiama “il feticismo della merce”». (Argan 1970, p. 244)

Arte e letteratura

In Inghilterra è con Aubrey Beardsley, raffinato incisore e disegnatore, che il nuovo stile si manifesta in tutta la sua intensità. Le sue immagini, dalla linea nitida, elegante, originalissima e inconfondibile, sono impostate sul contrasto del bianco e nero.

«Il bidimensionalismo, l’appiattimento dei piani, l’avvolgimento ascensionale di una linea continuamente sottesa, la pungente esasperazione di un sensualismo provocatorio, immaginifico […] fanno di Beardsley una delle figure più favolose dell’ultimo ‘800». (Masini 1978, p. 71)

Famose sono le illustrazioni per la Salomè - dramma in un atto di Oscar Wilde pubblicato nel 1893 - che ne interpretano, con sottile ironia e fantasia, l’ambiguo estetismo ed esaltano l'immagine di una femminilità demoniaca, “fatale”.

Aubrey Beardsley
Illustrazioni da Salomè, 1894.


                                 


L’Art Nouveau predilige la rappresentazione della donna, il cui corpo sinuoso si presta a esprimere il valore ornamentale della linea. Klimt, in un disegno per Ver Sacrum» immaginò malie di corpi femminili trasportati dal movimento delle onde.

Gustav Klimt
Sangue di pesce, 1898
Disegno della rivista "Ver sacrum".

        

Vittorio Zecchin
Salom, 1918
Disegno dal ciclo Mille e una notte
Venezia, Galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.


Arte e cinema

Decisamente singolare la scelta di realizzare in bianco e nero un film di animazione dalle tematiche “alte”: Persepolis (2007).
Il lungometraggio, nato da una “graphic novel” disegnata dall’iraniana Marjane Satrapi, racconta la storia, autobiografica, di una ragazzina che vive a Teheran e che incrocia la propria vita con le vicissitudini del Paese.

Marjane Satrapi
Fotogrammi da Persepolis, 2007.

L’autrice, studentessa d’arte, gestisce le figure in primo piano in un bianco e nero puro che ricorda l’uso fattone da Beardsley o dal simbolista Felix Vallotton.

Felix Vallotton
Il flauto, 1896.