Art Nouveau
Difficilmente identificabile con un movimento preciso, l’Art Nouveau - cosiddetta in Belgio e Francia - si diffonde in tutti i paesi europei dal 1885, assumendo denominazioni e specificità diverse: Modernismo in Spagna, Modern Style in Inghilterra, Jugendstil in Germania, Sezession in Austria, Liberty in Italia.
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Lo “stile nuovo” è la risposta europea all’eclettismo architettonico e trova una matrice comune nell’alleanza arte-industria.
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Hermann Obrist
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«È un fenomeno tipicamente urbano, che nasce nelle capitali e si diffonde in provincia [come…] una vera e propria moda: nel senso e con tutta l’importanza che la moda assume in una società industriale. […] Penetra in tutti gli strati della società borghese [e investe tutti i settori]: l’alta borghesia detiene gli archetipi, lavorati da artisti e artigiani di classe in materiali nobili; la media e piccola borghesia consumano prodotti dello stesso tipo, ma banalizzati dai procedimenti ripetitivi della produzione industriale e dalla qualità inferiore dei materiali. […] L’Art Nouveau, come stile “moderno” corrisponde così a quello che, nella storia dello sviluppo industriale, si chiama “il feticismo della merce”». (Argan 1970, p. 244)
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Arte e letteratura In Inghilterra è con Aubrey Beardsley, raffinato incisore e disegnatore, che il nuovo stile si manifesta in tutta la sua intensità. Le sue immagini, dalla linea nitida, elegante, originalissima e inconfondibile, sono impostate sul contrasto del bianco e nero. «Il bidimensionalismo, l’appiattimento dei piani, l’avvolgimento ascensionale di una linea continuamente sottesa, la pungente esasperazione di un sensualismo provocatorio, immaginifico […] fanno di Beardsley una delle figure più favolose dell’ultimo ‘800». (Masini 1978, p. 71) Famose sono le illustrazioni per la Salomè - dramma in un atto di Oscar Wilde pubblicato nel 1893 - che ne interpretano, con sottile ironia e fantasia, l’ambiguo estetismo ed esaltano l'immagine di una femminilità demoniaca, “fatale”. |
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Aubrey Beardsley
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L’Art Nouveau predilige la rappresentazione della donna, il cui corpo sinuoso si presta a esprimere il valore ornamentale della linea. Klimt, in un disegno per Ver Sacrum» immaginò malie di corpi femminili trasportati dal movimento delle onde.
Gustav Klimt
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Vittorio Zecchin
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Decisamente singolare la scelta di realizzare in bianco e nero un film di animazione dalle tematiche “alte”: Persepolis (2007).
Il lungometraggio, nato da una “graphic novel” disegnata dall’iraniana Marjane Satrapi, racconta la storia, autobiografica, di una ragazzina che vive a Teheran e che incrocia la propria vita con le vicissitudini del Paese.
Marjane Satrapi
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L’autrice, studentessa d’arte, gestisce le figure in primo piano in un bianco e nero puro che ricorda l’uso fattone da Beardsley o dal simbolista Felix Vallotton. |
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Felix Vallotton
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