Spagna
Anton Gaudì ha interpretato con libertà emozionale il nuovo linguaggio.
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«Germinazione, crescita spontanea, espansione della linea come simbolo vitalistico, distruzione dello spazio geometrico, statico, bloccato, per uno spazio in espansione, che nasce come un elemento naturale, come una pianta, come un animale, e si sviluppa, espandendosi, in un ritmo sfrenato e senza fine; distruzione del concetto di esterno-interno in quanto la parete diventa, sia all’interno che all’esterno, come una pelle sensibile che si increspa e si raggrinza al minimo contatto e segue il movimento della struttura e lo accompagna; integrazione tra le arti, espressa attraverso l’organismo architettonico (la parete, il soffitto, il mobile, la maniglia, il muro di un parco, la scagliosa cresta di un tetto, la vetrata, tutto è trattato alla stessa maniera, curato nel particolare visto come “oggetto” da plasmare, da far vibrare, da far “vivere”)». (Masini 1978, pp. 135, 136) |
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Casa Batlò, 1904-06
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Parco Güell, 1900-14
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Mensola e Specchio,
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