Architettura islamica
«Nel 630 d.C. l’ esercito del profeta Maometto conquista la città di Mecca, strappandola alla tribù dei Quraysh. Il santuario di Ka’ba (ossia cubo) viene riconsacrato all’unico dio Allah e, di fatto, questo santuario rappresenta una delle prime opere di grande respiro dell’Islam.
Kaba. Dopo la morte di Maometto, il primo grande committente di una nuova e rilevante opera pubblica, architettonicamente di notevole pregio, fu il califfo omayyade Abd (o Abdullah) al-Malik che, nel 691, dette ordine di edificare a Gerusalemme la Moschea della Roccia: il terzo luogo più sacro per i musulmani dopo il Ka’ba e la Mecca. In questa grande opera compaiono la struttura a volta, la cupola circolare e l’uso di fregi decorativi stilizzati e ripetitivi: gli arabeschi. |
Moschea della Roccia. |
Arabeschi
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A partire dall’ VIII secolo d.C. la dottrina islamica basata sugli hadith (racconti su ciò che ha fatto e detto il profeta Maometto) giudicò sfavorevolmente la rappresentazione della figura umana, prediligendo la grazia dell’alfabeto arabo che abbonda in tutte le opere architettoniche. La calligrafia è la manifestazione artistica più importante dell’Islam e di conseguenza il calligrafo è l’artista più considerato dal punto di vista sociale (bisogna rispettare colui le cui parole sono così belle), perché dà forma alla parola divina che possiede la medesima funzione iconografica svolta dalle immagini nell’arte occidentale.
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Il giardino e le simbologieL'elemento che unisce l'architettura alla natura è la decorazione, basilare in tutte le sue espressioni: floreale, geometrica, calligrafica. Particolarmente curato nel giardino islamico è l’aspetto plastico-decorativo, ricco di simbologie e di conoscenze botaniche sapientemente applicate per la realizzazione di splendide composizioni. Qui vi è reinterpretato l'antico simbolismo dei quattro elementi: il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra, simboli di fertilità e di eternità. Già nell'antica Persia, dove nasce e prende forma il giardino islamico, la suddivisione del mondo era in quattro parti e ne è un esempio il giardino di Pasargade, voluto da Ciro nella metà del VI secolo a.C., percorso da canali delimitati da aiuole con essenze profumate.
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Pasargade. |
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Nel corano il giardino è la metafora del paradiso, luogo di riparo da ogni timore; vi si accede da quattro ingressi - i quattro punti cardinali - e la fontana, con le sue onde concentriche evoca il ciclo di espansione e contrazione della coscienza, indica il centro spirituale» Mahfuza Islam (classe 2C).
Granada, Alhambra. |