GIOTTO
Padova, Cappella degli Scrovegni
INGIUSTIZIA
Sullo sfondo di una porta a merli ghibellini, sta l' ingiustizia.
E' un signorotto, dalle unghie adunche,
che impugna con la destra un raffio
con la sinistra una spada.
Ha lo sguardo truce.
Impersona un certo tipo di legge, che a sua volta è affidata alle armi del solito castello, aggrappato tra le rocce dei monti.
Capelli lunghi, barba appuntita, aspetto per nulla conciliante: sono i tratti somatici che richiamano i mali di un' epoca nella quale l' ingiustizia era spesso sopraffazione e disprezzo degli umili.
Le tre scene nel bassorilievo si contrappongono a quelle che accompagnano la giustizia: i soldati saccheggiano, non c'è più gioia, anzi vige la violenza e dominano le armi.