IMPORTANZA e SIGNIFICATO DEL MITO
- Nel
linguaggio comune si definisce "mitico" un episodio, un oggetto,
un personaggio ritenuto leggendario o idealizzato dalla cultura corrente;
”mitico” č anche quel tempo in cui si poteva credere che gli dči
abitassero su un monte chiamato Olimpo.
- Il
bisogno di certezze esprime l'esigenza di trovare spiegazioni per i fatti
che accadono. Gli antichi, in mancanza di risposte scientifiche riguardo
agli eventi della natura (il fulmine, il terremoto, le eclissi, le eruzioni
vulcaniche, le epidemie, le maree, i cicloni, la siccitŕ, l'alternarsi del
giorno e della notte, le fasi lunari, il ciclo delle stagioni...), avevano
elaborato un mondo parallelo a quello terreno, popolato da dči e governato
da leggi che spiegassero quegli avvenimenti. Consultavano le Sibille e non
intraprendevano azioni, soprattutto le guerre, se l'auspicio non era
favorevole.
- Il mito ha una sua
veritŕ da comunicare, spesso molto profonda. Il fatto di non essere riconducibile ad un sistema di
pensiero preciso, fa del mito un racconto straordinariamente capace di
"durare" nel tempo, di colpirci ancora con la sua forza di
suggestione, stimolandoci ad una sempre rinnovata interpretazione della
"sua" veritŕ.
James
Hillman, filosofo e psicanalista, sostiene che le immagini della mitologia
politeista sono di per sé terapeutiche perché danno spazio alla varietŕ e
conflittualitŕ dell’anima. Nel contesto politeistico la virtů sta
nell’essere flessibili, accoglienti, tolleranti, pazienti e complessi. Gli Dči
per la psicologia non sono materia di fede né oggetto di culto. Jung affermava:
“Gli dči sono diventati malattie”; le malattie di cui soffriamo sono il
ritorno del represso, degli dči dimenticati.

I
miti collegati a Venere